Sicurezza
Dalle auto di lusso ai mutui casa, un mago della truffa
PRATO. Al centro dell’inchiesta sulla maxi truffa ai danni della banca Intesa San Paolo, portata avanti dal procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano e che ha visto venerdì l’apertura del...
PRATO. Al centro dell’inchiesta sulla maxi truffa ai danni della banca Intesa San Paolo, portata avanti dal procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano e che ha visto venerdì l’apertura del processo a carico di quindici imputati in tribunale a Prato, ha una figura chiave. E’ quella di Vincenzo Passarello, siciliano di origine ma toscano di adozione e residenza, già implicato in inchieste simili. Passarello, ricordiamo, è alla sbarra insieme agli altri quattordici imputati per concorso in truffa aggravata ed insieme ad altri tre, Maria Carmelina Passarello, Massimiliano Arnulfo e Alberto Mazzoni, segretario del Collegio dei geometri di Prato, anche per il più grave reato di associazione a delinquere. Nella truffa da 1 milione e 200mila euro sui mutui a Banca Intesa, figura come amministratore della società immobiliare “Logica”, ma anche le altre società coinvolte - dalle indagine svolte dai carabinieri ed anche dai riscontri della banca - risultano riconducibili a lui anche se il suo nome non compare direttamente come amministratore. Nel 2010 Passarello fu coinvolto a Montecatini in un altro processo per truffa ed anche in quel caso la tecnica era quella di dichiarare falsi redditi per fare ottenere prestiti a compratori di auto di lusso, prestiti che non venivano mai restituiti. Finirono in 26 sotto processo, nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Luigi Boccia. Anche in quel caso, i capi d’imputazione erano analoghi a quelli espressi nel processo contro Logica e gli altri: associazione a delinquere per truffa, appropriazione indebita, falsità documentale, ricettazione. Passarello figurava una delle due menti dell’associazione che, secondo la procura, riuscì a truffare almeno 3 milioni di euro.
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