Il Tirreno

Prato

«Su Interporto si è cambiata idea»

«Su Interporto si è cambiata idea»

Il presidente della piattaforma logistica difende il progetto di ampliamento

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PRATO. «Noi facciamo quello che dobbiamo, se le istituzioni hanno cambiato idea sullo sviluppo di Interporto, che lo dicano e noi ci metteremo a disposizione». E' questo, semplice e diretto, il messaggio del presidente della piattaforma logistica di Prato Carlo Longo alle prese con un maxi ampliamento (60.000 metri quadrati di nuovi capannoni) su terreni che si trovano sul territorio di Campi Bisenzio. Un progetto che però pochi apprezzano. «Chiaramente - afferma - non abbiamo proceduto tenendo all'oscuro le istituzioni: il progetto di ampliamento assieme al piano industriale di Interporto è stato votato in consiglio comunale e quando si è trattato di affidare la valutazione di impatto ambientale anche in quel caso le istituzioni sono state avvisate e hanno dato il loro assenso». Insomma, secondo Longo, le tante perplessità emerse rappresentano qualcosa di nuovo. «E' evidente - continua - che si può sempre cambiare idea. Ma bisogna dirlo con chiarezza. Siamo andati avanti con il progetto di ampliamento perché esista da almeno quindici anni e perché , sul fronte degli operatori della logistica, c'è grande interesse ad avere una piattaforma in una zona così centrale come Prato». Longo un passaggio lo dedica alle difficoltà di sviluppare lo scambio ferro-gomma per la distribuzione delle merci: «Si tratta di una politica di investimenti che sta saldamente in capo al governo e alla Regione ma che, fino a oggi, non ha favorito il trasporto merci su ferro. Anzi nell'ultima finanziaria è stata inserita una ulteriore gabella che certo non stimola gli imprenditori a scegliere il treno per la distribuzione. E' evidente che il privato va dove conviene di più».Ed è più o meno lo stesso giudizio che Longo dà sulle trattative tra i proprietari dei terreni (la famiglia Pecci in primis) e il Comune di Campi con il gigante del bricolage Leroy Merlin intenzionato ad aprire un mega store su una parte dei terreni destinati all'ampliamento: «Anche in questo caso si tratta di scegliere: se preferire lo sviluppo di una piattaforma logistica o il commercio».

Intanto è il Movimento 5 Stelle del consiglio comunale a ribadire la bocciatura del progetto di ampliamento. «Contestiamo - scrivono in una nota - ancora una volta il metodo di gestione della cosa pubblica. La notizia del possibile ampliamento previsto per Interporto per noi è una grande operazione finanziaria che ha poco a che vedere con l'interesse dei cittadini. Si tratta - proseguono - di un investimento da 60.000.000 di euro per costruire capannoni in una zona che presenta criticità con la promessa di far partire l'inter-modale su ferro, cosa che fino a oggi non è avvenuta nè potrà avvenire se lo Stato non decide di riorganizzare la rete ferroviaria». I 5 Stelle chiedono al Comune « di non agire sulla base di interessi economici ma di farlo pensando alle conseguenze sull'ambiente e sui cittadini che abitano nella zona. Chiediamo inoltre - concludono - di affrontare il tema in consiglio comunale, che è il luogo dove si deve parlare delle decisioni che riguardano il futuro di Prato».(c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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