Sicurezza
Guerra alla Food Italia: «Scioperate? Potreste venire pagati in ritardo»
Prato, alla base della protesta il fatto che l'azienda non esonera dal turno notturno le lavoratrici madri con figli che hanno meno di tre anni oltre al non rispetto dei ritmi di lavoro
PRATO. E' guerra nell'azienda alimentare Food Italia tra una parte dei lavoratori (con i sindacati) e la proprietà. Nei giorni scorsi Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un pacchetto di 12 ore e il blocco degli straordinari. Alla base della protesta (oggi, 2 aprile, è cominciata l'astensione dal lavoro per la prima ora di ogni turno) il fatto che l'azienda non esonera dal turno notturno (oltre le 22) le lavoratrici madri con figli che hanno meno di tre anni oltre al non rispetto dei ritmi di lavoro, dell'aver tolto la maggiorazione per il notturno e aver instaurato un clima aziendale poco corretto.
Di cosa si parli nell'ultima voce si capisce bene leggendo un comunicato sindacale appesso in bacheca nei giorni successivi al comunicato con cui i sindacati comunicavano lo sciopero. L’azienda infatti ha fatto sapere, sempre con un comunicato appeso in bacheca, che “Il ritardo delle consegne ai clienti può in prima istanza attivare addebiti penali, anche ingenti, che possono causare tensioni finanziarie e carenze penali, anche ingenti, che possono causare tensioni finanziarie e carenza di liquidità con immediato impatto sui pagamenti, non ultimi gli stipendi, per poter giungere anche alla perdita di contratti con clienti e quindi alla riduzione del giro di affari con evidenti ripercussioni per l’occupazione». Insomma in estrema sintesi Food Italia ha fatto sapere chiaro che scioperare poteva dire non vedersi pagare lo stipendio entro le scadenze. Una posizione che ha creato due reazioni: una parte dei lavoratori non ha scioperato, un’altra ha invece messo in evidenza come venivano lesi i diritti principali dei lavoratori. (i.r.)
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