Sicurezza
Scioperi e proteste, insegnanti sul piede di guerra
In centinaia al Gramsci Keynes di Prato. Tutti i sindacati uniti contro il disegno di legge della "Buona scuola": "La riforma rende tutti precari e poco autonomi"
PRATO. Ha riscosso una larghissima partecipazione l'assemblea sindacale unitaria del personale scuola convocata per questa mattina a Prato. Centinaia di insegnanti dei vari ordini scolastici e dipendenti Ata hanno riempito l'auditorium dell'istituto Gramsci-Keynes, interessati a conoscere a fondo gli effetti del disegno di legge "La Buona scuola" e pronti a discutere sulle possibilità di protesta e di sciopero. La riforma non piace proprio a nessuno. Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals, Cobas, dopo anni di divisioni ora sono uniti e decisi a mettere in piedi tutte le ipotesi per bloccare la manovra presentata dal governo. Tra i punti del Ddl che più scaldano gli animi dei sindacati e di tutto il personale scuola c'è il nodo delle 100mila assunzioni dal prossimo settembre, scarse e soprattutto limitate perché tagliano fuori una larga fetta di docenti.
Gli esclusi sono gli abilitati e non, con oltre 36 mesi di lavoro che, in base alla sentenza della Corte europea sulla stabilizzazione, dovrebbero essere immessi in ruolo. Invece per loro l'unica soluzione è partecipare a eventuali concorsi che potranno essere banditi dal 2016. Oltre a questi, il disegno di legge ignora anche il largo numero di idonei al concorso 2012, siccome non vincitori, non hanno diritto al ruolo. E nessuna possibilità di regolarizzazione neppure per coloro che lavoreranno a scuola con incarichi che superano i tre anni, dopo tale soglia il governo ha previsto che i contratti non debbano più essere prolungati.
"Possiamo parlare di personale usa e getta, dopo un tempo preciso, nonostante la larga esperienza maturata nella scuola, vieni fatto da parte. E' una riforma che rende tutti precari, non ci sono certezze per coloro che sono nelle graduatorie di istituto, ma anche coloro che sono di ruolo si troveranno bloccati nei trasferimenti o costretti a coprire supplenze in altri ordini di scuole" ha commentato così Gabriella Bresci, segretaria Flc Cgil Toscana, intervenuta questa mattina per presentare il piano de "La buona scuola". E aggiunge che, ad oggi, non sono noti i numeri delle immissioni in ruolo avvenute lo scorso settembre né il numero dei supplenti impegnati a lavorare nelle scuole nelle varie province toscane. Queste potrebbero essere informazioni utili per capire quanti sono davvero i docenti che lavorano negli istituti scolastici e chi invece fa altro.
Altro argomento fortemente contestato sono i super poteri assegnati ai dirigenti. "Addio autonomia di insegnamento", dice qualcuno fra il pubblico. I presidi, in base a quanto stabilito dal Ddl, saranno responsabili delle scelte didattiche e formative, della valorizzazione delle risorse umane e del merito dei docenti. E non c'è innovazione nella scuola se non si parla del rinnovo contrattuale, fermo da tanto, troppo tempo. I sindacati sono pronti ad agire per bloccare questa manovra. Tra i primi impegni richiesti agli insegnanti c'è lo sciopero di tutte le attività non obbligatorie dal 9 al 18 aprile, tra cui l'astensione dalle attività aggiuntive di insegnamento oltre l'orario obbligatorio per progetti e incarichi dei coordinatori, per fare corsi di recupero, per attività di avviamento alla pratica sportiva.
Stessa situazione per gli Ata, che dovrebbero evitare di sostituire il Dsga o intensificare il proprio carico di lavoro per supplire i colleghi assenti. Il 18 aprile è prevista una manifestazione nazionale a Roma con la partecipazione delle Rsu elette nelle liste Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams. Sono inoltre in programmazione degli incontri con parlamentari toscani prima delle elezioni regionali di maggio e sit-in di protesta da fare in vari luoghi della Toscana. E se ciò ancora non bastasse, molti insegnanti presenti all'assemblea hanno reclamato lo sciopero ad oltranza delle attività didattiche. L'obiettivo per tutti è fermare la riforma e discutere seriamente su ciò che serve alla scuola pubblica italiana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
