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Prato

Minacciato col coltello e rapinato

Minacciato col coltello e rapinato

«Dacci la valigetta o ti ammazziamo». Il racconto del giovane titolare del ristorante Decanter

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PRATO. Erano da poco passate le 10,30, ieri mattina, quando Daniele Capece, uno dei giovani titolari del ristorante Decanter di piazza Santa Maria delle Carceri, è stato assalito alle spalle da due uomini dall’incerta origine e minacciato con un coltello puntato contro la schiena.

L'episodio è avvenuto all’ingresso posteriore del locale, posto sul lato di vicolo dei Bardi e in quel momento, essendo oltrettutto lunedì mattina com la stragrande maggioranza dei negozi chiusi come quasi ogni settimana, non stava passando nessuno né a piedi né con altri mezzi. Il giovane ristoratore stava ancora aprendo la porta con la chiave quando è stato pressato da tergo. Aveva con sé una valigetta con dentro il computer, il cellulare, svariate banconote in contanti (una parte dell'incasso dei giorni precedenti) e il blocchetto degli assegni. Il ristoratore si è sentito bloccare e subito, alla schiena, ha sentito una lama. Una voce, probabilmente di un uomo apparentemente italiano ma non ne è sicuro, ha chiesto di consegnargli la borsa. Capece ha capito che era vittima di una rapina e che non si trattava di uno scherzo, quindi assalito dalla pura ha preferito consegnare tutto quello che aveva senza tentare reazioni.

Il giovane ristoratore non si è voltato e non ha potuto vedere nel volto gli aggressori. E' riuscito solo a vederli alle spalle mentre scappavano dalla parte di piazza Sant'Antonino. E non gli è rimasto che avvisare la polizia per dare l’allarme. Poi sono stati i carabinieri a prendere la sua testimonianza e compiere i rilievi della rapina. «Ho avuto paura, mi sono reso conto che non era il caso di ribellarsi - ha commentato il ristoratore ancora sotto choc - anche perché ero completamente solo. il lunedì è sempre così, non c'è un'anima in giro in centro». Capece è sconvolto anche perché non è la prima volta che ha a che fare coi malviventi nella sua attività di ristoratore. «In dieci anni non mi era mai successo niente poi in meno di un mese ho subito un furto dentro il ristorante e mi hanno rapinato - racconta - Anche nel primo caso hanno rubato i soldi e un i-pad mentre il locale era aperto e non ci siamo accorti di nulla. Questa volta è stata peggiore perché ho avuto davvero paura. Ed oltre ad una discreta somma di denaro hanno preso il computer portatile dove c'erano tutti i dati di un mese di attività, più gli assegni e alcuni importanti documenti. Uno cerca di darsi da fare per la propria attività e per la vitalità del centro e poi in un attimo ti portano via tutto il lavoro». Capece è convinto che la rapina sia stata almeno un minimo studiata: lo ha desunto dal fatto che siano venuti il lunedì mattina, che abbiano scelto un luogo senza videocamere (quella fissa è in piazza delle Carceri) e che siano scappati proprio dalla parte dove passavano più inosservati. In piazza Sant'Antonino esiste una telecamera mobile, ma bisogna essere fortunati a riprendere proprio il momento in cui i malviventi passano di lì, cosa non semplice.

Meno di una settimana fa la zona di piazza delle Carceri è stata teatro delle bravate di un giovane esagitato, che ha terrorizzato i passanti e i negozianti, rompendo con un calcio la vetrina di un negozio di parrucchiera. (f.a.- i.r.)

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