Sicurezza
La crisi non spazza via le colombe pasquali
Regge la tradizione dei dolci artigianali anche se chi li compra li tiene per sè (e non li regala più). E anche l'agnello rimane sulle tavole dei pratesi
PRATO. La Pasqua si avvicina e tradizione vuole che in tavola, accanto all’uovo di cioccolato tanto gradito dai più piccoli, ci siano anche agnello e colomba. I pratesi non sono da meno. La conferma arriva da produttori e negozianti che in questi giorni, come ogni anno, stanno raccogliendo gli ordini di chi non rinuncia all’acquisto di due tra i più emblematici simboli pasquali. “Nonostante la crisi, la colomba tiene - dichiara Paolo Sacchetti, pasticciere del Nuovo Mondo – semmai, è diminuita la spesa per i regali: in altre parole, chi opta per l’acquisto di un prodotto artigianale e di altissima qualità (33 euro al chilo), lo tiene per sé. Osservando come sono cambiate le abitudini tra la mia clientela abituale, mi sono accorto che la maggior parte non ordina più di un dolce a testa, mentre prima un cliente ne ordinava anche due o tre, da regalare ad amici e perenti. Per quanto mi riguarda, posso ritenermi comunque soddisfatto perché complessivamente le mie vendite sono aumentate (circa il 10 per cento in più), grazie al fatto che vendo molto anche fuori Prato. Così come è successo con le Pesche di Prato, anche per la colomba, ho richieste da clienti sparsi in tutta la Toscana”.
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Nonostante i prezzi molto competitivi adottati dai supermercati, la colomba artigianale regge. “Ora più che mai la clientela cerca qualità e, specie nei prodotti alimentari, predilige la genuinità, anche a costo di dover spendere qualche euro in più – spiega Massimo Peruzzi della pasticceria Peruzzi – da parte mia, per andare incontro alle esigenze del momento, ho scelto di non aumentare il prezzo, che è fermo a 27 euro al chilo da tre anni a questa parte, malgrado l’aumento dei costi delle materie prime: ho preferito “tassarmi” anziché alzare i prezzi. La tradizione della colomba non sta scomparendo, anzi. Ne ho preparate qualche centinaio e sto raccogliendo diversi ordini. Ma le vendite per la pasqua, a differenza del natale, si concentrano per lo più negli ultimi giorni”.
Viaggia sui 300-350 pezzi anche il biscottificio Branchetti, che da quando si è messo a sfornare colombe - ormai da qualche anno - non ha visto mai visto calare il numero di richieste, che si aggirano sempre intorno a qualche centinaio. “Gli ultimi tre giorni saranno quelli decisivi”, afferma Emanuele Branchetti sottolineando che le vendite sono concentrate prevalentemente verso la fine del periodo. “Si fanno meno regali, è vero, ma in compenso, non si rinuncia a mettere in tavola un prodotto di alta qualità come la colomba artigianale, che noi proponiamo nelle varianti classica, frutti di bosco, bacio, cioccolato e fichi e noci”.
Contrariamente a quanto si possa immaginare, la moda vegana del momento non ha prodotto un crollo della vendita di carne di agnello, che sulle tavole dei pratesi a Pasqua non mancherà. “La tradizione resiste - commenta Domenico Salerno, titolare di Mia macelleria in centro storico - ci sono meno soldi da spendere rispetto a qualche anno fa ma, soprattutto quando Pasqua viene bassa come quest’anno, se ne vendono ancora di più perché la tendenza è di rimanere in famiglia. C’è sempre un margine di incognita, ma per ora gli ordini stanno arrivando. Noi lavoriamo molto su prenotazione e con prezzi concorrenziali: l’agnello di latte viaggia sui 10 euro al chilo, addirittura qualche euro in meno di alcuni supermercati”.
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