La manifestazione
«Al telefono gridavano aiuto»
Il proprietario dell’edificio racconta del salvataggio degli operai
PRATO. «Avevo appena ricevuto la telefonata dei muratori che mi spiegavano che il lucernario era rotto quando il cellulare ha suonato di nuovo e ho sentito solo delle urla: brucia tutto, brucia tutto».
E’ questo il racconto di uno dei soci della Marila immobiliare arrivato subito davanti al magazzino in fiamme e sgomento mentre nel grande piazzale intorno al blocco di aziende un gruppo di lavoratori sui muletti cerca di togliere le balle di cenci dalle mura al confine con l’azienda in fiamme.
Un tentativo disperato, a fianco dei vigili del fuoco per evitare che l’incendio si propaghi agli altri magazzini.
«Sapevamo - riferisce il titolare - che c’erano dei danni sul tetto causati dal vento come è successo ad altre decine di fabbriche a Prato. Abbiamo quindi mandato un’azienda a verificare. Anziché passare dall’interno i muratori sono passati dall’esterno perché non abbiamo le chiavi. Le pezze che si trovano all’interno sono infatti state sequestrate a un’azienda cinese oltre due anni fa e da quel momento non abbiamo più le chiavi che invece le ha l’Isveg».
«Dopo quelle urla - continua a raccontare l’immobiliarista - mi sono precipitato qui e ho visto quest’inferno. So che gli operai si erano buttati dentro e, non avendo le chiavi erano incastrati. Li hanno salvati i ragazzi del magazzino accanto, sfondando il portone. Per fortuna è andata bene, non ci sono feriti gravi. Ma i danni sono incalcolabili».
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