Il dolore
“Stefano dacci da bere”, in tanti lo ricordano così
Pieri, scomparso a 49 anni, si è portato addosso questo motto affettuoso Oggi alla chiesa della Castellina i funerali del co-fondatore del Cencio’s
PRATO. “Stefano dacci da bere”: è il motto che in queste ore si rincorre unanime a Prato per dare l’estremo saluto a Stefano Pini, co-fondatore del Cencios club, scomparso venerdì all’età di 48 anni dopo una lunga malattia. Alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza è stato un viavai ininterrotto di persone, un corteo composto di familiari, collaboratori, giovani musicisti e clienti con cui, in tanti anni di lavoro, ha avuto contatti. Un pubblico che non dimentica la forza d’animo, l’allegria e la generosità che hanno caratterizzato ogni sua attività e che adesso sfila per rendergli omaggio, replicando sommessamente “Stefano dacci da bere”, la stessa frase che per tanti anni gli è stata ripetuta davanti a un bancone. «Nell’estate del 2008 – ricorda uno dei collaboratori – a Prato era dilagata una specie di sfida: furono stampati migliaia di adesivi con la scritta “Stefano dacci da bere” e in molti cominciarono ad attaccarli nei posti più improbabili, documentando l’impresa con foto. Ci arrivarono centinaia di immagini di adesivi attaccati in varie parti di Prato e del mondo; alla fine vinse un cliente che aveva attaccato l’adesivo su un’auto della polizia».
Sabato sera anche il display del locale “Capanno Black-out” si è acceso con la scritta “Stefano dacci da bere” e in molti si sono radunati al “Barock” di Tobbiana, l’ultimo locale che aveva contribuito a realizzare e dove aveva lavorato negli ultimi anni.
«Il Cencios club ha fatto la storia di Prato – ricorda qualche ex cliente del locale – e l’atmosfera che si respirava era indimenticabile. Tutti prima o poi, tra la fine degli anni Novanta e il 2005, sono passati dal Cencios e in molti lì si sono innamorati. Molte giovani famiglie, compresa la mia, - continua – sono nate nella grande pista del locale di via Strobino, tra un concerto di musica rock e una birra».È stato Stefano Pini, insieme al socio di sempre, Massimo Cherubini, a installare a Prato le prime strutture da skate park, prima all’interno del locale e poi nei giardini di via Ferraris, dove molti giovani si radunavano per imparare a fare le evoluzioni sull’half-pipe. Molti di loro arrivavano da Livorno, da Pisa o da Bologna per allenarsi e poi partecipare ai contest regionali e nazionali.«Per Stefano ogni occasione era buona per fare festa – ricorda un collega – per creare incontri, eventi, per stare con gli amici intorno a una tavola. Ha creato una grande famiglia e fino all’ultimo ha continuato a organizzare pranzi e cene perché sapeva, e lo ha insegnato a tutti, che il vero segreto per una buona vita è la condivisione».
I funerali si terranno oggi alle 10 alla chiesa della Castellina.
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