Stoffa, tecnologie e fantasia: così è nato l'arazzo del Buzzi
Prato, collocato nell'atrio, è stato inaugurato sabato 28 marzo. Gli studenti spiegano come sono riusciti a realizzarlo: grazie alla collaborazione, all'impegno e alla preparazione
PRATO. Inaugurato l'arazzo tecnologico all' Istituto Buzzi,dove si concentrano la storia, la cultura e l'innovazione che caratterizzano Prato. Collocato nell' atrio è il frutto del lavoro dei ragazzi che frequentano la quarta e la quinta di tutte le specializzazioni. L'arazzo oltre ad essere la somma di tutte le discipline dell'istituo, rappresenta il meglio di Prato: dalla Campolmi, alle ciminiere, dal Teatro Metastasio, al Castello dell'Imperatore, oltre ai personaggio che hanno resa famosa la città.
"L'obiettivo – spiega Carlo Casarosa curatore del progetto - era quello di far interagire fra loro le varie discipline per insegnare ai ragazzi a realizzare un progetto globlale. All' inizio è stato difficile riuscire a trasmettere l'idea, ma poi piano piano i ragazzi sono entrati nello spirito del lavoro”. Due anni, l'avvicendarsi di diverse classi, ma alla fine tutte le tessere del mosaico sono andate al loro posto.
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“I primi tempi – spiega Francesca Pizzicori, studentessa di quarta, indirizzo tessile- non capivo bene cosa dovessi fare, poi invece le cose sono diventate più chiare abbiamo trovato i tessuti , per i fiori del Met abbiamo scelto la seta, per ogni realizzazione abbiamo cercato di trovare uno spunto diverso”.
Oltre all' aspetto artistico, affidato ai tessili, il progetto è stato di stimolo per un lavoro di gruppo. “Abbiamo dovuto confrontarci anche con i meccanici, che ad esempio hanno realizzato il Castello dell' Imperatore, e con gli informatici – spiega Irene Morini, un'altra studentessa - è stata un' esperienza decisamente positiva”.
Il lavoro più tecnico è stato fatto proprio dagli informatici che hanno realizzato un libro interattivo con le schede dei personaggi che hanno reso famosa Prato nel mondo, e una web cam che riprende i movimenti di chi osserva l'arazzo. “Dalla progettazione alla realizzazione – commenta Simone Sola - c'è veramente un abisso, sulla carta tutto era più semplice. L'utilizzo dell' inchiostro per far funzionare il libro, ad esempio, ci ha creato diversi problemi. Alla fine però siamo riusciti a risolverli”.
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Un' opera d'arte e di ingegno che è comunque dinamica. “Stiamo già pensando di sostituire il tablet che funge da libro con uno vero – precisa Riccardo Carnicecli informatico - dobbiamo però capire come fare ad incollare i pezzi”. Nel progetto non sono stati coinvolti i periti delle energie alternative, che invece hanno realizzato un progetto per una pompa d'acqua che funziona con i pannelli solari ed è destinata ad un progetto del Burkina Faso.
“Sono due esperienze importanti – spiega il dirigente scolastico Erminio Serniotti – che caratterizzano il nostro istituto. Nell' arazzo che rappresenta i personaggi di Prato, avrei voluto aggiungere anche la figura di Luca Ronconi. Per ora non è stato possibile, ma spero che sia fattibile nel futuro”.
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