Sicurezza
Biancalani: «Museo del Tessuto presto a rischio chiusura»
PRATO. Il vice presidente del museo del tessuto Guido Biancalani lancia un grido di dolore e di preoccupazione per le sorti del Museo del Tessuto. «Siamo senza presidente da un anno - dice - ma...
PRATO. Il vice presidente del museo del tessuto Guido Biancalani lancia un grido di dolore e di preoccupazione per le sorti del Museo del Tessuto.
«Siamo senza presidente da un anno - dice - ma soprattutto in un incontro del comitato di gestione, una funzionaria del Comune ha dichiarato che se i conti non tornano il museo verrà chiuso per dare spazio alla biblioteca comunale Lazzerini. Spero - prosegue il vice direttore - che questa non sia la volontà dell' amministrazione comunale. Il museo è un patrimonio della collettività che va salvaguardato: al suo interno lavorano persone che credono in questo progetto e non si risparmiano per farlo continuare a vivere. Intanto - aggiunge Biancalani - abbiamo ottenuto di non pagare più l'affitto e questo lo voglio interpretare come un segnale positivo».
Intanto gli amici del Museo hanno finanziato l'acquisto di due nuovi abiti, un “visite”, ovvero una giacca invernale dalla sagoma svasata adatta alle uscite mattutine datato 1870 e un “cape manteau”, un mantello del 1920.
Parte del materiale che compone il Museo del Tessuto arriva dagli ex allievi del Buzzi, da qui la passione con cui Biancalani ha pronunciato il “je accuse” in occasione della presentazione della rivista Notizienostre degli ex allievi, appunto, (per stato il presidente dell' associazione è il vice del museo), all' interno della GT2000 l'orditura guidata da Andrea Belli, presidente di Confartigianato che a sua volta, in quell’occasione, ha chiesto garanzia per il distretto. «Che è vivo - ha detto - dove lavorano oltre 160 aziende, e dove l'indotto crea ricchezza ed è parte integrante del sistema. Aspettiamo però risposte concrete da Roma - ha proseguito Belli - soprattutto per quanto riguarda il costo dell'energia (manca ancora il decreto attuativo ndr), il concordato in continuità che di fatto penalizza e mette in ginocchio i terzisti e infine la tracciabilità. Dobbiamo poter garantire con sicurezza - ha concluso - tutti i passaggi della filiera».
Alessandra Agrati
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