Il Tirreno

Prato

Nel processo Sasch è iniziato lo scaricabarile

di Paolo Nencioni
L'ex sindaco Roberto Cenni quando la Sasch sponsorizzava Miss Italia
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L'ex sindaco Roberto Cenni quando la Sasch sponsorizzava Miss Italia

Interrogato per due ore e mezzo il responsabile amministrativo Mario Pacetti che punta l'indice contro l'ex sindaco Cenni e la famiglia Giovannelli: "Eseguivo le loro disposizioni"

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PRATO. Sul caso Sasch, la presunta bancarotta milionaria del gruppo guidato dall’ex sindaco Roberto Cenni, è iniziato qualcosa di simile allo scaricabarile. Davanti al giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi, chiamata a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio di Cenni e di altri 15 imputati, è comparso Mario Pacetti, responsabile amministrativo del gruppo e già membro di consigli di amministrazione di alcune società. Pacetti, assistito dall’avvocato Maurizio Briganti, ha detto in sostanza di aver sempre eseguito disposizioni di Roberto Cenni e dei suoi soci storici, la famiglia Giovannelli, vale a dire i proprietari del gruppo, anche dopo che Cenni è sceso in politica ed è diventato sindaco.

Che fosse andata così, tenuto conto dei rapporti di proprietà, era sempre stata più di una deduzione, ma ora c’è un imputato che lo mette a verbale e questo oggettivamente rende più difficile la posizione dell’ex sindaco e dei suoi soci, difesi dagli avvocati Manuele Ciappi e Nicola Badiani. D’altra parte Mario Pacetti non ha l’identikit della testa di legno. Può essere vero che eseguiva ordini, ma ha occupato a lungo posizioni di vertice nel gruppo Sasch e dunque non è escluso che voglia semplicemente ridimensionare il suo ruolo davanti al giudice. Dice di essersi fidato di quello che gli dicevano Roberto Cenni e i Giovannelli, di aver sottoscritto decisioni nell’interesse dell’azienda, senza sospettare che si trattasse di reati, anche se ammette di aver fatto girare merce usata da un magazzino all’altro (una delle contestazioni mosse dalla Procura).

Pacetti è stato interrogato per circa due ore e mezzo. Prima ha risposto alle domande del difensore, poi del giudice e del pubblico ministero Lorenzo Gestri, che ha cercato di evidenziare alcune incongruenze delle sue dichiarazioni. Sono seguite le domande di altri difensori, tra cui Alberto Rocca e Gaetano Berni. Era atteso anche l’interrogatorio di Giacomo Cenni, figlio di Roberto, che però non si è presentato. Il prossimo 17 aprile potrebbe comparire in aula l’ex sindaco.

Nel frattempo però vanno avanti i contatti tra gli indagati, i creditori e la curatela fallimentare. C’è la concreta ipotesi che si raggiunga un’intesa sui risarcimenti, almeno per alcuni degli indagati. Questo renderebbe la loro posizione un po’ più leggera anche nel procedimento penale, nel senso che potrebbe consentire loro di accedere a riti alternativi (abbreviato o patteggiamento) con una carta in più da giocare. Finora il patteggiamento è stato chiesto solo da Michele Tardi, uno dei liquidatori del Gruppo Sasch.
 

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