Sicurezza
Brunori Sas diventa Srl al teatro Politeama
PRATO. Barba da filosofo, ricciolo calabro che non smentisce le sue origini cosentine e un talento cantautorale indiscusso. Dario Brunori, in arte Brunori Sas, stasera, alle 21 sarà ospite del teatro...
PRATO. Barba da filosofo, ricciolo calabro che non smentisce le sue origini cosentine e un talento cantautorale indiscusso. Dario Brunori, in arte Brunori Sas, stasera, alle 21 sarà ospite del teatro Politeama pratese, con l'unica tappa toscana del suo tour, realizzato in collaborazione con Metarock.
Lo spettacolo, nella forma di un concerto dialogato, si chiama "Brunori srl, una società a responsabilità limitata", un titolo che già ci fa presagire una buona dose di ironia e provocazione. Partiamo proprio dal titolo.
Lei parla di "una responsabilità sociale limitata", ma come sarà chiamata in causa la nostra società durante lo spettacolo?
« La metafora del titolo gioca proprio sul cambiamento. Quello che ho vissuto io in prima persona e quello che vive la società oggi e non solo a livello commerciale. Responsabilità limitata perché c'è molta inconsapevolezza e nello spettacolo con la musica gioco proprio su questo, cercando di demolire, ridicolizzare e creare attenzione su alcuni aspetti della società. Siamo tutti chiamati a fare bilanci prima o poi, a mettere sul piatto guadagni e perdite».
Sarà uno spettacolo-concerto. Il teatro canzone oggi è poco praticato, da dove la necessità di riproporre questo genere?
«Per me il teatro canzone non è una formula superata, anzi, ho sempre realizzato canzoni fortemente narrative. Certo, non recito alla Gaber, non sono un attore, ma chiacchiero, spiego - a dire il vero lo faccio sempre durante i concerti- a volte anche a sproposito. Stavolta invece saranno dei veri e propri monologhi ad accompagnare le canzoni e viceversa. Il modello è un po' quello delle stand-up comedy americane».
Il suo ultimo album "Il cammino di Santiago in taxi" risale a un anno fa. Cosa ci sarà in scaletta?
« Ci saranno brani da tutti i miei dischi, non solo dall'ultimo. La mia scelta è caduta su quelli che più si prestavano al monologo. Sarà un viaggio attraverso la mia musica e la mia vita. A partire dall'infanzia».
Questa sarà l'unica tappa in Toscana, ma anche un ritorno "a casa"...
«Indubbiamente. In Toscana ho trascorso circa dieci anni. Ho studiato a Siena e poi ci sono rimasto, senza togliere che il mio gruppo di lavoro attualemente è tosco-calabro. Sono molto legato alla vostra regione e spesso ne parlo nelle mie canzoni. Uno dei miei pezzi preferiti "Lei, lui, Firenze"che io considero un capolavoro, è il testo simbolo della mia permanenza in Toscana».
Ha collaborato con molti artisti in questi anni, qualche nuovo sodalizio all'orizzonte?
«Mi piace molto collaborare e sperimentare, soprattutto da quando abbiamo l'etichetta Brunori. Abbiamo prodotto con molti toscani e continueremo a farlo. Questo mi permette di mantenere lo sguardo sulla musica e di creare una linea per i nostri ascoltatori, cosa che un'etichetta indipendente deve fare, distinguendosi sempre».
Miriam Monteleone
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