Il Tirreno

Prato

il ricordo

Antonio Lucchesi: "Che emozione l'incontro con Papa Giovanni Paolo II"

di Alessandra Agrati
L'incontro tra Papa Giovanni Paolo II e l'allora presidente degli industriali Antonio Lucchesi, al centro il vescovo Pietro Fiordelli
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L'incontro tra Papa Giovanni Paolo II e l'allora presidente degli industriali Antonio Lucchesi, al centro il vescovo Pietro Fiordelli

Quando il Pontefice nel 1986 venne a Prato era presidente degli industriali. "Gli chiese una benedizione per i miei figli, a Papa Francesco spero di poterla chiedere per i miei nipoti"

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PRATO. Antonio Lucchesi nel 1986 quando Papa Giovanni Paolo II venne a Prato, era presidente dell' Unione Industriale Pratese e giocò un ruolo importante nell'organizzazione dell' incontro fra il mondo economico e e il santo Padre. Un lavoro che è durato un mese impegnandolo tutti i giorni, ma che gli è rimasto impresso nella mente e soprattutto nel cuore.

“Sono passati 29 anni, eppure l'emozione è ancora forte ricordo ogni singolo particolare di quell' incontro: durante il mio discorso mi dovetti fermare perchè mi venne un nodo alla gola. L'applauso delle gente che era in sala mi ha aiutato ad andare avanti. In quell' occasione, a nome degli industriali, feci una sorta di mia culpa in cui si diceva che spesso, travolti dalla frenesia del lavoro, avevamo sacrificato la famiglia. Il Papa riprese questo concetto e per me fu una grande emozione”.

Lucchesi ebbe anche il privilegio di ricevere la comunione dalle mani di Giovanni Paolo II e di scambiare due parole con lui. “Gli chiesi la benedizione per i miei figli e lui sorridendo mi disse che me l'avrebbe concessa. ”. L'ex presidente della Uip ricorda anche i giorni che precedettero l'arrivo del santo Padre.

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“Avevo la responsabilità dell' incontro con il mondo produttivo e della realizzazione del palco dove venne celebrata la messa. Chiamai l'architetto Elio di Franco che lo disegnò secondo le indicazioni che ricevetti dalla santa sede. Mi ricordo che chiesero due piccole stanze separate dal palco da adibire a spogliatoio. Venne un lavoro meraviglioso che fu pubblicato su diverse riviste di architettura. In quel periodo divenni quasi amico anche del capo della sicurezza, un uomo di grande umanità che non ricordava assolutamente uno 007. Eppure le questione legate alla sicurezza erano tante: prima di arrivare al luogo dell' incontro con il mondo produttivo, doveva percorrere un corridoio dove la gente poteva stringergli la mano”.

Lucchesi ricorda anche gli sforzi per rimanere all' interno del budget stabilito e soprattutto l'emozione che lo assalì al momento clou dell' incontro con il papa. “Avevo accumulato tantissima tensione e quando arrivò mi irrigidii, tutto doveva andare per il verso giusto. Per fortuna non ci furono problemi”.

Il 10 novembre Antonio Lucchesi sarà tra i tanti fedeli che accoglieranno il Papa. “In realtà spero di poterlo incontrare a Firenze, e se accadrà questa volta gli chiederò la benedizione anche per i miei nipoti. Sono felicissimo di questa visita. Il suo pontificato è sicuramente guidato dallo Spirito Santo che ha portato a sedere sulla sedia di Pietro un uomo spettacolare che ha saputo interpretare la grande trasformazione che il mondo sta vivendo".

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