Il Tirreno

Prato

Tassa rifiuti, paga il giusto per il peccatore

di Paolo Nencioni
Bollette sullo sfondo dell'immondizia
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Bollette sullo sfondo dell'immondizia

Il Comune di Prato stima una morosità di circa il 20% e ha istituito un fondo di svalutazione di oltre 5 milioni di euro. Intensificati i controlli per scoprire i morosi

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PRATO. Paga il giusto (anche) per il peccatore. L’antico adagio si applica alle tasse in generale e alla Tari, la tassa sui rifiuti, in particolare. Ovviamente non solo a Prato. Il giusto in questo caso sono i quattro contribuenti su cinque che la pagano regolarmente; il peccatore è il quinto, quello che se ne dimentica o sceglie di non pagarla. Fino a qualche anno fa le conseguenze non si traducevano in un aumento della bolletta. Erano conseguenze indirette: meno soldi nelle casse comunali, tasse più alte magari spalmate in altri settori o servizi. Ora le cose sono cambiate, il governo ha deciso che la tariffa dello smaltimento dei rifiuti debba essere interamente coperta dai ricavi, e così non si scappa: per ogni 100 euro ne devono entrare altrettanti. Se ne entrano 80, i contribuenti virtuosi sono chiamati a versare i 20 non versati dagli evasori.

Tradotta in numeri, la situazione è la seguente: il Comune di Prato ha iscritto nel bilancio entrate per la Tari pari a 45.100.000 euro. Si calcola che alla fine ne mancheranno all’appello otto o nove milioni e dunque è stato previsto un fondo di svalutazione pari a 5.400.000 euro. Si tratta dell’11,97% del totale e poco più della metà dell’evasione attesa, come prevede la legge. Dal 2019 l’accantonamento dovrà essere il 100% dell’evasione attesa. All’Asm, la municipalizzata dei rifiuti, sono più ottimisti, il direttore Sandro Gensini stima una morosità compresa tra il 7% e il 10% e annuncia che ad aprile arriveranno le bollette con le vecchie tariffe (prima del conguaglio di fine anno).

«A Prato l’accantonamento lo facciamo ormai dal 2012 perché abbiamo il bilancio sperimentale - spiega l’assessore al Bilancio Monia Faltoni - e dunque ci abbiamo fatto il callo. Ora se ne accorgono anche altri, come Firenze (dove si calcola che la bolletta aumenterà in media di 7 euro al mese per colpa dei morosi, ndr). La norma prevede che il fondo di svalutazione non dovrebbe scaricarsi sulla tariffa, ma inevitabilmente un po’ si scarica, altrimenti i conti non potrebbero tornare». L’alternativa è poco raccomandabile. Ci sono Comuni in Italia che hanno sfiorato e certe volte superato la soglia dell’insolvenza proprio perché non hanno tenuto sotto controllo i costi e i ricavi del servizio di smaltimento dei rifiuti. Spesso è intervenuto lo Stato a ripianare i debiti di questa gestione allegra dei soldi pubblici, ma ora di soldi ce ne sono sempre meno e si è obbligati a essere virtuosi.
Diventa molto più importante la prevenzione della morosità e la sua repressione. «E’ molto importante l’informazione al cittadino - commenta il ragioniere del Comune Davide Zenti - sia sulle scadenze che sulle modalità di pagamento della Tari». La morale è chiara: pagare tutti per pagare tutti un po’ meno

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