Attenzione
Tari, paga il giusto per il peccatore a causa dei morosi
Il Comune calcola che uno su cinque evada la tassa rifiuti Istituito un fondo di svalutazione di oltre cinque milioni
PRATO. Paga il giusto (anche) per il peccatore. L’antico adagio si applica alle tasse in generale e alla Tari, la tassa sui rifiuti, in particolare. Ovviamente non solo a Prato.
Il giusto in questo caso sono i quattro contribuenti su cinque che la pagano regolarmente; il peccatore è il quinto, quello che se ne dimentica o sceglie di non pagarla.
Fino a qualche anno fa le conseguenze non si traducevano in un aumento della bolletta. Erano conseguenze indirette: meno soldi nelle casse comunali, tasse più alte magari spalmate in altri settori o servizi. Ora le cose sono cambiate, il governo ha deciso che la tariffa dello smaltimento dei rifiuti debba essere interamente coperta dai ricavi, e così non si scappa: per ogni 100 euro ne devono entrare altrettanti. Se ne entrano 80, i contribuenti virtuosi sono chiamati a versare i 20 non versati dagli evasori.
Tradotta in numeri, la situazione è la seguente: il Comune di Prato ha iscritto nel bilancio entrate per la Tari pari a 45.100.000 euro. Si calcola che alla fine ne mancheranno all’appello otto o nove milioni e dunque è stato previsto un fondo di svalutazione pari a 5.400.000 euro. Si tratta dell’11,97% del totale e poco più della metà dell’evasione attesa, come prevede la legge. Dal 2019 l’accantonamento dovrà essere il 100% dell’evasione attesa. All’Asm, la municipalizzata dei rifiuti, sono più ottimisti, il direttore Sandro Gensini stima una morosità compresa tra il 7% e il 10% e annuncia che ad aprile arriveranno le bollette con le vecchie tariffe (prima del conguaglio di fine anno).
«A Prato l’accantonamento lo facciamo ormai dal 2012 perché abbiamo il bilancio sperimentale - spiega l’assessore al Bilancio Monia Faltoni - e dunque ci abbiamo fatto il callo. Ora se ne accorgono anche altri, come Firenze (dove si calcola che la bolletta aumenterà in media di 7 euro al mese per colpa dei morosi, ndr). La norma prevede che il fondo di svalutazione non dovrebbe scaricarsi sulla tariffa, ma inevitabilmente un po’ si scarica, altrimenti i conti non potrebbero tornare».
L’alternativa è poco raccomandabile. Ci sono Comuni in Italia che hanno sfiorato e certe volte superato la soglia dell’insolvenza proprio perché non hanno tenuto sotto controllo i costi e i ricavi del servizio di smaltimento dei rifiuti.
Spesso è intervenuto lo Stato a ripianare i debiti di questa gestione allegra dei soldi pubblici, ma ora di soldi ce ne sono sempre meno e si è obbligati a essere virtuosi.
Diventa molto più importante la prevenzione della morosità e la sua repressione. «E’ molto importante l’informazione al cittadino - commenta il ragioniere del Comune Davide Zenti - sia sulle scadenze che sulle modalità di pagamento della Tari».
La morale è chiara: pagare tutti per pagare tutti un po’ meno.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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