Sicurezza
Con "Stop abusivo" il lavoro irregolare si combatte su internet
Nasce a Prato da Federcontribuenti un portale nazionale che raccoglie le segnalazioni su imprese a nero e abusive e le gira alle istituzioni e alle forze dell'ordine
PRATO. Da oggi "Stop Abusivo" non è solo un comitato nato su Facebook per contrastare ogni forma di abusivismo e di evasione fiscale nell'artigianato, nelle professioni e nei servizi alla persona, ma è diventato un portale internet nazionale, www.stopabusivo.com , nato a Prato su iniziativa di Federcontribuenti. L'associazione, già attiva in città attraverso il gruppo che fa capo a Vanessa Gaglioti (titolare di un centro estetico di viale Montegrappa) ed Alessandro Melillo (rivenditore di prodotti esterici), sbarca così definitivamente in città facendo nascere proprio a Prato l'iniziativa di punta, che ha lo scopo di far emergere gli abusi e segnalarli alle autorità. Il progetto è stato presentato al Caffè delle Logge di piazza del Comune da Marco Paccagnella e Luca Silvestrone, rispettivamente presidente nazionale e direttore del settore centro studi di Federcontribuenti. Invitati e presenti anche il sindaco Matteo Biffoni, visto che il Comune di Prato è il primo in Italia ad aderire attivamente al progetto, e il comandante provinciale della Guardia di finanza Gino Reolon.
Con questa iniziativa Federcontribuenti intende vigilare non solo sugli abusi nel settore estetico e dei parrucchieri, ma in tutti i lavori che vengono svolti in modo irregolare e in regime di concorrenza sleale, totalmente a nero, senza certificazione fiscale, copertura assicurativa e mancato rispetto di ogni norma di sicurezza. "Il portale raccoglie le segnalazioni dei cittadini in modo del tutto anonimo - spiega Paccagnella - senza voler essere delatori o spie. Anzi, le segnalazioni vengono vagliate accuratamente per poi segnalare alle istituzioni e ai Comuni che si sono attivati col sito solo i casi che riteniamo certi e conclamati. Bisogna anche tenere conto che occorre una rivoluzione culturale, perché se esiste chi si arricchisce a nero è anche perché al cliente in qulche modo fa comodo ed è questa mentalità, con la crisi largamente diffusa in Italia, che va cambiata se vogliamo che la legalità prevalga in tutti i settori".
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