Il Tirreno

Prato

Blitz della Finanza nell'ufficio legale del Comune

di Paolo Nencioni
L'ufficio legale del Comune di Prato
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L'ufficio legale del Comune di Prato

Il Nucleo di polizia tributaria indaga sugli incarichi esterni dati dalla passata giunta di centrodestra. Erano giustificati? Ecco un paio di esempi

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PRATO. Il prezzo è giusto? Questa la domanda a cui dovrà dare una risposta la Procura presso la Corte dei Conti sugli incarichi legali esterni conferiti dalla giunta guidata da Roberto Cenni durante il suo mandato, dal 2009 al 2014. Per questo martedì 24 i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria si sono presentati all’ufficio legale del Comune e hanno acquisito una grande mole di documenti che in queste ore e nei prossimi giorni verranno esaminati. In sostanza si vuole capire per quale motivo un Comune che ha già un suo ufficio legale abbia dato molti incarichi, in certi casi lautamente retribuiti, a legali esterni. E, appunto, se il prezzo sia giusto.

Sembra che gli accertamenti della guardia di finanza siano partiti da una segnalazione di presunte anomalie inviata a cavallo tra maggio e giugno 2014 dall’allora segretario comunale Michele Pinzuti, ma il diretto interessato nega, dice che i primi rilievi sono stati mossi dai sindaci revisori nella relazione allegata al bilancio di previsione 2014. La sostanza non cambia. Si tratta di capire se c’era proprio bisogno di incarichi legali esterni scavalcando i legali interni.

Un paio di esempi aiutano a chiarire di cosa si parla. Lo scorso 26 maggio, il giorno dello scrutinio delle elezioni, il sindaco Roberto Cenni ha firmato uno dei suoi ultimi atti, il prelievo di 700.000 euro dal fondo di riserva 2014 (più che dimezzato) per pagare gli avvocati londinesi che seguono la causa civile tra Comune e Dexia Crediop sui cosiddetti derivati. In questo caso la materia è assolutamente specialistica e la corte è all’estero, dunque l’incarico esterno potrebbe essere motivato (quanto all’importo, è un altro discorso). Il nuovo sindaco Matteo Biffoni lo seppe a cose fatte e non gradì.

Ma per rimanere in Italia, lo studio legale Santiapichi di Roma (Xavier e Severino) dal 9 luglio 2010 al 10 maggio 2013 si è visto assegnare ben 26 incarichi per complessivi 200.000 euro (148.000 Xiavier, 51.000 Severino). Xavier Santiapichi ha poi fatto causa al Comune per una parcella di 30.000 euro non pagata, la nuova giunta si è opposta e il giudice ha sospeso l’ingiunzione perché si è scoperto che l’incarico non era stato formalizzato.

 

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