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Il Carmignano si fa bello per Giulietta

Il Carmignano si fa bello per Giulietta

Dal Piaggia alla Fattoria di Artimino, da Contini Bonaccossi al notaio Pocaterra: eccellenze nostrane in vetrina a Verona

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VERONA. A Vinitaly erano presenti ma in cantina non hanno più una bottiglia da vendere. Tutto finito. È la storia di un mezzo miracolo imprenditoriale quella dell'azienda vinicola Piaggia. Una qualità riconosciuta dagli addetti ai lavori e che fa da traino, se possibile, al vino Carmignano. Un vino che affonda le sue radici nell'Ottocento e che è pronto a festeggiare nel 2016 i trecento anni dal suo riconoscimento ufficiale. «Abbiamo acquistato recentemente 5 nuovi ettari di terreno - ha spiegato Silvia Vannucci dell'azienda agricola Piaggia - perché abbiamo l'esigenza di produrre altro vino per i nostri clienti. Siamo qui ma se chiedono cinque bottiglie di Piaggia Riserva non siamo in grado di venderle. Tre nuovi ettari si trovano sul versante del Poggio dei Colli ma non saremo in grado di avere il vino da quei terreni prima di quattro anni». Un riconoscimento di qualità esteso a tutto il territorio che nella kermesse dell'enologia italiana si presenta come un prodotto di nicchia di tutto rispetto. «È un vino che cerca chi ha una vera cultura del bere», ha commentato Realmo Cavalieri, presidente del Consorzio di tutela del vino Carmignano. «Del resto - ha aggiunto dallo stand del consorzio insieme a Cristina Colzi e Fabrizio Pratesi - questo vino non si degusta solo con la vista, il gusto e l'olfatto ma lo si deve saper anche ascoltare. Come ripeto sempre ai clienti americani, quando Colombo scopriva l’America da noi già si produceva vino. Qui c'è una storia di secoli che non si inventa. Per trovare le nostre radici è necessario tornare indietro fino agli etruschi». E sempre di storia, anche se più recente, si parla nello stand della Fattoria di Artimino dove la famiglia Olmo, quella delle biciclette, ricorda il capostipite Giuseppe, campione del record dei chilometri orari nel 1935 con una selezione di vino imbottigliato in formato magnum con riportati in etichetta i km/h di quell’avventura sportiva.

Perchè ad Artimino il vino è solo una piccola parte di un più ampio progetto che tiene insieme arte, sport e gusto. «Lo sport e il tempo libero di Giuseppe - spiega Annabella Pascale, responsabile del marketing dell'azienda di famiglia - ma anche qualità del cibo e della vita che portiamo avanti anche con un orto di 5.000 metri quadrati realizzati per il nostro ristorante Biagio Pignatta e con la valorizzazione della villa medicea ora diventata patrimonio dell'Unesco». Carmignano fa rima da sempre anche con Contini Bonacossi. Un nome che a Vinitaly è rappresentato da Filippo. «Abbiamo avuto la visita di giapponesi, tedeschi e anche di americani - è il suo primo riscontro sull'esito dei primi giorni di manifestazione - La crisi sta passando e si comincia a ritrovare il gusto di acquistare il vino». Un territorio che negli anni ha attratto investimenti anche da fuori. Un esempio arriva dal romano Luigi Pocaterra, noto al grande pubblico come notaio della trasmissione Rai Affari tuoi che ha acquistato l'azienda Colline San Biagio e che ora sta producendo 35mila bottiglie di vino.

Ilenia Reali

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