Il dolore
Il Bisenzio diventerà un parco fluviale
Individuate 19 aree da attrezzare con bar, ristoranti, giochi e bici in affitto. Saranno usati container come sulla Senna
PRATO. Bisenzio come la Senna. Prese le dovute misure, è proprio quello che l’amministrazione comunale di Prato ha intenzione di fare lungo gli otto chilometri del lungo Bisenzio, trasformandolo in un parco fluviale vero. “Si tratta – spiega l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis – di un tracciato già molto utilizzato dai pratesi che in alcuni punti è attrezzato con sedute e aree verdi manotenute ma in molti altri invece è solo una pista ciclabile. Quello che vorremmo fare è creare aree di servizio attrezzate dai confini di Vaiano fino ai confini con Campi Bisenzio con punti di svago, di sosta, per ristorarsi ma che contemporaneamente garantiscano anche nuovi posti di lavoro, in particolare per giovani”.
Perché allora il Bisenzio come la Senna? Perché i materiali che il Comune ha intenzione di utilizzare per gli arredi sono gli stessi usati sul lungo Senna parigino, per l'appunto: vecchi container rifatti. Con una particolarità "made in Prato": le vecchie Api, sì proprio i furgoncini che ormai non si vedono più girare ma che fino a una ventina di anni fa erano un mezzo comune per il trasporto di piccoli carichi.
I container diventeranno strutture mobili “perché lungo il fiume – prosegue Barberis – non si possono costruire quelle fisse” e le “Apine” invece resteranno quel che sono, strutture mobili “magari per chi volesse aprire una gelateria su ruote - dice l'assessore - in grado di spostarsi in diversi punti del lungo Bisenzio”.
Gli uffici tecnici del Comune hanno già avviato la progettazione: lungo le sponde del fiume, a partire dall’anfiteatro di Santa Lucia per finire al piazzale di via Marconi dove ogni anno viene allestita la fiera, sono stati individuati 19 punti dove potere collocare le attrezzature, le più svariate: "Noi pensiamo a bar, piccoli ristoranti composti da più container – prosegue Barberis - aree attrezzate con giochi per bambini, river beach con gonfiabili per consentire ai più piccoli di fare il bagno (il Bisenzio non è balneabile ndr), punti nei quali affittare biciclette, altri nei quali riposarsi e prendere il sole”.
Ed è qui che entrano in campo i container, perché secondo le linee di progettazione che prenderanno gambe in una serie di bandi, gli arredi verranno fatti con dei container, appunto, riprogettati. Costi contenuti, materiale di scarto semplice da reperire e facili da trasformare, architetture urbane ma creative che se ben “lavorate” possono armonizzarsi bene anche in un parco.
“L’idea di riprogettare il lungo Bisenzio – spiega l’assessore – è nata contestualmente al progetto di trasformazione del piano fuori terra del parcheggio del Serraglio che diventerà un playground dove giocare a pallacanestro ma fare anche skateboard”. Il campo di pallacanestro al Serraglio – i cui lavori dovrebbero iniziare entro breve tempo - oltre a soddisfare gli appassionati dello sport che hanno difficoltà a reperire spazi in città, ha soprattutto l’ambizione di risanare una zona molto frequentata dai tossicodipendenti, pochissimo dagli automobilisti.
“Ci siamo posti il problema – continua Barberis – di come garantire altri servizi ed è venuta così l’idea di creare un piccolo barpotesse soddisfare le esigenze degli sportivi ma anche dei ragazzi che frequentano l’università”. Uno dei 19 siti individuati per le attrezzature è proprio ai piedi del playground . Allo studio anche un collegamento diretto tra la pista ciclabile, all’altezza del ponte della ferrovia su viale Galilei, e il nuovo campo da basket: “Una passerella ciclabile e pedonale – afferma Barberis – che scavalcherà la strada”.
Un’area attrezzata lungo il Bisenzio nascerà quindi di servizio a piazza dell’Università, un’altra, la prima, sarà a Santa Lucia, all'altezza dell'anfiteatro, alcune disseminate lungo viale Galilei, una nella zona del Cantiere, un’altra al Bastione delle Forche , poi in via Santa Gonda, all’altezza del laghetto degli Alcali e l’ultima in via Marconi all’altezza dell’hotel Datini.
Una volta che la progettazione del parco fluviale sarà terminata, gli uffici tecnici penseranno ai bandi pubblici (non prima della fine dell'anno) “con i quali chi vorrà, potrà avviare l’attività lungo il Bisenzio - conclude Barberis – Quello che noi vorremmo sono 19 piccole attività in grado di dare servizi alla comunità e lavoro ad altrettante persone”. Ancora da decidere se i container (15-20mila il costo della trasformazione) verranno acquistati direttamente dal Comune o se entreranno negli investimenti che i futuri imprenditori dovranno fare.
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