Proteste
«Se mio figlio canta che male c’è»
La madre di Leto riconosce lo “sbaglio” e lo difende dalle critiche
PRATO. E’ proprio vero: “ i figli so' piezz'e core”. Nunzia Coppola, madre di Antonio Leto, uno dei tre banditi arrestati dalla Squadra Mobile di Firenze per la rapina a un gioielliere, non ha resistito. Dopo aver letto i commenti sulla pagina Facebook del Tirreno nei quali il figlio veniva preso in giro per la sua passione canora (è un cantante melodico e proprio in questi giorni ha inciso un cd che raccoglie alcune canzoni napoletane), mamma Nunzia ha cercato di replicare ai denigratori. Prima tentando di spiegare che a volte sono la necessità e la mancanza di lavoro a spingere i giovani a commettere reati. «Mio figlio ha sbagliato - ammette - ma bisogna anche capire perché l’ha fatto». E c’è chi le ha risposto: «Molte famiglie sono in difficoltà, ma non è una buona scusante per commettere atti di delinquenza». Allo stesso tempo la signora Coppola se l’è presa con chi prendeva in giro il figlio perché fa il cantante. C’è stato infatti chi si è augurato che le canzoni melodiche le possa cantare dietro le sbarre per diversi anni. «Sì ha sbagliato e deve pagare ma non è giusto che lo prendano in giro perché fa il cantante, la rapina è un conto e le canzoni sono un'altra cosa».
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