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«Il sistema sanitario a Prato è al collasso»

Ilenia Reali
«Il sistema sanitario a Prato è al collasso»

L’allarme della Cgil.Regione e Asl inadempienti per quanto riguarda i “contributi” per le Rsa

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PRATO. «Il sistema sanitario pratese sta rischiando di collassare e a pagarne le conseguenze sono i cittadini». E' un grido di allarme chiaro, netto e senza sfumature quello lanciato dal segretario della sanità della Cgil Lorenzo Pancini al termine di un'analisi sulla situazione che mette in evidenza come ci siano già dei settori in cui non viene garantito il diritto, riconosciuto anche dalla Costituzione, all'assistenza.

LA STORIA/1 In lista d'attesa per il diurno, assiste il marito giorno e notte

Spiega Pancini: «A fronte di un nuovo ospedale ad alta densità di cura, che ha ridotto i posti letto, e a una mancata concreta riorganizzazione dell'assistenza territoriale si sta creando una situazione generale di stress: dal pronto soccorso, dove si riversano tutti i tipi di esigenze che non trovano risposte, all'assistenza domiciliare non pronta ad affrontare il crescente aumento della domanda passando per tutti i servizi legati all'assistenza degli anziani gravemente ammalati».

LA STORIA/2 La suocera è in casa di riposo ma non può pagare la retta e l'Asl non dà la sua parte

Le Residenze sociali assistite convenzionate, quelle che un tempo erano le Case di riposo, hanno una lista di attesa di oltre 100 persone solo considerando gli anziani che hanno necessità di una fondamentale assistenza sanitaria (non autosufficienti) mentre nei servizi di assistenza diurna ci sono oltre 50 pazienti in attesa di un posto. «Richieste di aiuto senza risposta - aggiunge il segretario della sanità della Cgil con la collega del sindacato dei pensionati Manuela Parigi - a cui vanno sommate le esigenze di tutti coloro a cui neppure viene accettata la domanda. Situazioni quest’ultime a cui le famiglie fanno fronte con le badanti (e quindi con condizioni di lavoro non sempre regolari) e con i posti in Rsa ma non convenzionati o con sacrifici personali enormi dei parenti. Spesso costretti a pagare costi altissimi a cui Asl e Regione non contribuiscono nonostante la legge lo preveda».

IL DIRETTORE DELLA SOCIETA' DELLA SALUTE. "Con le risorse promesse migliorerà la situazione"

In sintesi. Le famiglie che hanno anziani gravemente ammalati avrebbero infatti diritto, indipendentemente dal reddito, a contributi (rimborsi di quote sanitarie che corrispondono a circa il 50% dei costi) per sostenere il mensile della Casa di riposo privata. Contributi che non vengono erogati perché mancano le risorse.

«A Prato ci sono circa 580 posti letto per non autosufficienti - spiega Pancini - a fronte di un'esigenza di circa 750-800 posti. Numeri, tra l'altro che tengono conto, solo dei casi più gravi. Una situazione assai più grave delle altre province toscane dal momento che a fronte di una carenza strutturale, nel 2007, furono chieste per Prato solo 30 quote sanitarie aggiuntive. Oggi l'unica cosa possibile, a fronte della pesante razionalizzazione delle spese in atto nel settore sanitario, è la richiesta di un riequilibrio dei posti convenzionati». «Tutti gli attori del sistema sanitario provinciale - conclude Pancini con una sorta di appello - sono quindi chiamati a fare squadra nel tentativo di ottenere il cambiamento della situazione dalla Regione».

 

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