Il Tirreno

Prato

Gioielliere rapinato, tre in manette

di Gabriele Firmani
Gioielliere rapinato, tre in manette

Armati di pistola in azione nel viale della Repubblica. Uno di loro, cantante melodico, aveva un concerto venerdì sera

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PRATO. Una rapina ai danni di un gioielliere finita male per i malviventi. Mai avrebbero potuto infatti attendersi che proprio davanti al garage, dove avevano appena immobilizzato con delle fascette il titolare del Compro Oro di viale della Repubblica, assieme ad un suo dipendente, derubandoli entrambi di tutta la merce che stavano proprio in quel momento inserendo nella cassaforte del negozio dopo un viaggio di lavoro, avevano appena posteggiato la proprio auto, quattro agenti della Squadra Mobile di Firenze di ritorno da una riunione presso la questura di Prato.

Questi ultimi, avevano pensato infatti di fermarsi a prendere un caffè presso il bar adiacente al negozio di compravendita dell’oro usato.

Scesi dall’auto, hanno però immediatamente notato qualcosa di sospetto: dal portone dello stabile adiacente al parcheggio sono infatti usciti all’improvviso tre uomini con abiti scuri, che in maniera affrettata si stavano dirigendo verso un auto lì posteggiata. Tutti e tre indossavano guanti e cappello: un abbigliamento totalmente ingiustificato per le miti condizioni climatiche che si registravano alla 19 e 45 di venerdì sera.

Uno di loro, notando l’attenzione che gli stavano riservando i quattro poliziotti in tenuta borghese, si dirige di corsa verso uno scooter su cui aveva lasciato appoggiato il proprio casco, tentando così di dileguarsi. Subito gli si lancia però addosso per bloccarlo il sostituto commissario Fortunato Romeo: durante il tentativo di immobilizzazione, al malvivente scivola così a terra una pistola Magnum 357, con “cane armato” e dotata di colpo in canna, pronta di fatto a sparare.

Gli altre tre agenti, si gettano immediatamente nel frattempo, nell’inseguimento degli altri due malviventi, che saranno bloccati di lì a pochi metri: inutile, per loro, si è rivelato infatti l’abbandono dei due sacchi, contenenti i preziosi rubati e immediatamente recuperati dai funzionari di Polizia, che li stavano ostacolando nella fuga.

In manette sono finiti così Gianpaolo Fiore e Davide Romano, entrambi cittadini pratesi, quest’ultimo di origini palermitane, e Antonio Leto, cantante neomelodico nato a Prato, conosciuto con il nome d’arte di Tony Amato: proprio la sera di venerdì, subito dopo la rapina, avrebbe dovuto tenere un concerto.

Sul palco del locale dove era atteso, non è però mai arrivato: “adesso - commenta la sua cattura il questore di Firenze, Raffaele Micillo - canterà a Sollicciano”.

Tutti e tre i malviventi, di età compresa fra i 28 e i 39 anni, vantano già alle spalle l’incriminazione per vari reati, fra cui per due di loro quello di rapina, e per un terzo quello di danno contro il patrimonio.

Ingente il contenuto della refurtiva che è stata loro sottratta durante l’arresto: 30 orologi delle più blasonate marche, decine di anelli, bracciali, pietre preziose, oltre ad 8 mila euro in contanti.

In aggiunta al reato di rapina aggravata in concorso, gli arrestati dovranno adesso rispondere anche del furto del ciclomotore utilizzato per la fuga e del possesso di tre pistole non denunciate, due delle quali con matricola abrasa. Si è poi appreso un altro particolare: per impedire che il gioielliere accennasse ad una reazione durante la rapina i banditi gli hanno detto che un loro complice teneva sotto controllo la moglie. Circostanza poi non risultata vera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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