Sicurezza
Disabili in difficoltà nell'unica piscina aperta per loro
Prato, dopo la chiusura dell'impianto di via Roma a causa dei danni della tempesta di vento, è rimasta solo la Gescal attrezzata per la fisioterapia: "Troppa ressa e noi abbiamo la carrozzina"
PRATO. Gli utenti della piscina comunale di via Roma, chiusa a causa dei danni disastrosi provocati dal forte vento, si sono riversati sulla struttura Gescal di via delle Gardenie. La conseguenza è stata di creare un ingorgo e ad essere in maggiori difficoltà sono i disabili, soprattutto a partire dalle 17. “Abbiamo bisogno di spazio per muoverci con le carrozzine – spiega Umberto Materassi dell' Associazione Paraplegici Toscana – e la ressa che si crea per noi è diventata un grosso problema, anche all' interno degli spogliatoi. A questo si aggiunge anche che l'aria dello spazio dove c'è la piscina è molto fredda, come talvolta l'acqua. Per chi ha difficoltà motorie la temperatura esterna ed interna è un elemento fondamentale per riuscire a fare la fisioterapia”.
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La piscina delle Gescal, da quando è stata chiusa quella di via Arcangeli, è l'unica attrezzata per permettere ai disabili di fare attività in acqua. “Purtroppo - continua Materassi - quando è stata ristrutturata la struttura di San Paolo non si è voluto prevedere la dotazione dello strumento che ci permette di essere calati in acqua". Un' altra occasione persa, sempre secondo Materassi è stata la non convenzione con la palestra Virgin: “Quando venne aperta al parco Prato venne proposto di fare un accordo che permettesse ai disabili di frequentarla con prezzi contenuti, di fatto il tavolo dedicato alle disabilità non ha mai concluso l'accordo. Ora diventa ancora più urgente riallacciare i rapporti con la direzione della struttura: la piscina delle Gescal è piena e le altre palestre per noi sono inaccessibili”.
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