La manifestazione
Canzoni e delinquenza, un binomio che si ripete
PRATO. Antonio Leto, il cantante neomelodico arrestato dalla polizia per la rapina vanta una lunga serie di illustri predecessori. Giovani e meno giovani con la passione della canzone napoletana che...
PRATO. Antonio Leto, il cantante neomelodico arrestato dalla polizia per la rapina vanta una lunga serie di illustri predecessori. Giovani e meno giovani con la passione della canzone napoletana che sono stati pizzicati mentre commettevano reati anche molto gravi. Il caso più eclatante è quello di Giuseppe Tomasello, ventiduenne napoletano trapiantato ad Ardea (Roma) che nel giro di pochi giorni, tra il 31 dicembre 2013 e il 2 gennaio 2014, è stato accusato di due rapine ad altrettante stazioni di servizio intorno alla capitale. Nel luglio 2014 un altro neomelodico, Francesco Laudati, 41 anni, di Giugliano, è finito agli arresti domiciliari per la rapina a un corriere Dhl. E ancora prima era toccato ad Alfonso Manzella, detto Zuccherino, arrestato nel febbraio del 2008 insieme a un complice mentre tentava la rapina a una banca. "Nun è nu male guaglione, s'adatt'o Sistema..." cantava profeticamente (o forse autobiograficamente) Manzella qualche anno prima. Non solo rapine: Salvatore Fracella, diciannovenne di Salerno, fu arrestato per aver accoltellato tre coetanei durante una lite in strada. E nel 2009 Marco Marfè, detto Fragolino, fu denunciato dai carabinieri a Napoli perché trovato in possesso dei registri dei prestiti a usura della camorra. (p.n.)
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