Sicurezza
Asl: «Lavori sui tetti, troppa leggerezza»
PRATO. Sull'infortunio alla rifinizione in cui ha perso la vita Paolo Bernocchi, proseguono anche gli accertamenti del servizio prevenzione e sicurezza dell'Asl 4. «I nostri tecnici sono all'opera...
PRATO. Sull'infortunio alla rifinizione in cui ha perso la vita Paolo Bernocchi, proseguono anche gli accertamenti del servizio prevenzione e sicurezza dell'Asl 4. «I nostri tecnici sono all'opera per chiarire tutti gli aspetti - dice il responsabile Aldo Fedi - Possiamo dire che i lavori in altezza sono pericolosi già a partire dai due metri rispetto al suolo e la caduta del pensionato evidenzia già di per sé un problema di misure di sicurezza assenti o, quanto meno, insufficienti. Purtroppo è una leggerezza diffusissima e lo si nota bene in questi giorni in cui vediamo moltissime persone sui tetti a riparare i danni della bufera di vento». Proprio il giorno precedente del "venerdì nero" pratese sul fronte della sicurezza, l'Inal aveva diffuso alcuni dati che evidenziavano la mancata denuncia di infortuni nelle aziende cinesi. Evidentemente i problemi ci sono anche in quelle italiane. «La mancanza di precauzioni è diffusissima - prosegue Fedi - magari non tanto nel comparto dell'edilizia dove c'è maggiore attenzione e sensibilità anche da parte delle associazioni imprenditoriali e dei sindacati, ma nei tanti interventi che vengono effettuati dagli stessi proprietari, che salgono sui tetti a riparare antenne e sistemare tettoie senza alcuna precauzione». «L'uomo non è infrangibile - conclude Fedi - basta un'altezza superiore a 2 metri per rendere un infortunio mortale. Se non c'è ponteggio o protezione occorrono almeno linee vita, ancoraggi e imbracature. Nel caso di un lavoro affidato a una ditta dell'infortunio è responsabile anche il datore di lavoro e il committente, ma chi ci va di mezzo è soprattutto l'infortunato, per cui diventa soprattutto una questione di responsabilità personale. I controlli ci sono, anche da parte nostra, ma sono migliaia le persone che lavorano in altezza».
Proprio il giorno prima dell' infortunio mortale il Cpt (Comitato paritetico territoriale per l’igiene e la sicurezza del lavoro del settore delle costruzioni),ha inviato un comunicato con i rischi che corrono in questi giorni le persone impegnate a riparare i danni a tetti e coperture causati dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso. (f.a.)
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