Proteste
Il Cpt aveva lanciato l’allarme
«Troppi lavori effettuati d’urgenza senza le necessarie misure di sicurezza»
PRATO. Proprio il giorno prima dell' infortunio mortale sul lavoro in cui ha perso la vita Paolo Bernocchi, il Cpt - Comitato paritetico territoriale per l’igiene e la sicurezza del lavoro del settore delle costruzioni - ha lanciato l’allarme sui rischi che corrono le persone impegnate a riparare i danni a tetti e coperture causati dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso. Il Cpt sottolinea quanto siano «ricorrenti le condizioni di rischio e di come siano spesso disattese le basilari norme di sicurezza sul lavoro. Tali aspetti - scrivono in una nota - vengono rilevati dai tecnici del Cpt sul territorio nell’ambito dei servizi di monitoraggio e assistenza gratuita, ma anche da altri soggetti che inoltrano segnalazioni». Il Comitato richiamare l’attenzione sul fatto che «quando ci si approccia ad un lavoro sulle coperture si dovrebbe scegliere l’attrezzatura più idonea all’esecuzione dell’intervento (dispositivi anticaduta, ponteggi, piattaforme di lavoro elevabili), avvalendosi della eventuale consulenza di tecnici competenti e di imprese idonee e in possesso delle dotazione di mezzi e attrezzature occorrenti all’esecuzione dei lavori». Il Cpt sottolinea che «non sono da trascurare le responsabilità civili e penali in capo al committente». Su questo argomento il Cpt ha realizzato in collaborazione con l’Inail regionale un opuscolo denominato “I rischi del proprietario”, scaricabile gratuitamente su http://www.cptprato.org e http://web.scuolaedileprato.it.
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