Il Tirreno

Prato

Cade sui macchinari e muore mentre ripara un lucernario

di Francesco Albonetti
Cade sui macchinari e muore mentre ripara un lucernario

Paolo Bernocchi, ex artigiano in pensione di 73 anni, aiutava il personale di una vetreria impegnata alla filatura Masterfil nella sostituzione delle coperture danneggiate dal vento

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PRATO. E’ accaduta in una filatura di via Ferrucci, la Masterfil che si trova proprio alla biforcazione con via Campolmi, la seconda tragedia sul lavoro di una giornata funesta per Prato. Due morti sul lavoro nel giro di un paio d’ore, anche se i due casi sono molti diversi. La vittima del tragico infortunio è un uomo di 73 anni, Paolo Bernocchi. Un artigiano in pensione che abitava insieme alla moglie e la famiglia del figlio, accorso subito sul luogo, in un’abitazione singola di via Pio Don Vannucchi, a Mezzana. L’anziano stava lavorando ad una delle coperture del corpo interno della fabbrica per sostituire un lucernario rotto dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso, quando è precipitato di sotto per cause ancora in corso di accertamento.

L’uomo aiutava la vetreria Galante, chiamata in questi giorni dai tre soci della filatura per sostituire le onduline e i lucernari danneggiati dal vento. E’ il figlio di Bernocchi, che gestisce un’edicola a Mezzana, a ricordare la passione e l’abilità del padre, che aveva lavorato come artigiano vetraio per 55 anni e non disegnava di dare una mano, quando poteva, mettendo a disposizione la sua grande esperienza.

«Non stava mai fermo - racconta il figlio - quando non andava a caccia ogni volta che poteva si dava da fare per aiutare gli amici e i soci dell’azienda quando c’erano lavori di manutenzione da fare».

Una generosità che, in questa occasione, lo ha tradito e in modo anche beffardo, stando almeno alla dinamica che si è potuta ricostruire dell’infortunio. Infatti, Bernocchi non stava lavorando a chissà quale altezza dal suolo: l’ex artigiano ha perso l’equilibrio tentando di sostituire una copertura e ha compiuto un volo di circa tre metri. Un’altezza dalla quale si sarebbe potuto fare male, ma senza riportare traumi mortali se non avesse avuto la grande sfortuna di cadere sui macchinari addossati a uno dei muri della filatura, battendo la testa sui ferrosi ingranaggi. La sua morte sarebbe avvenuta sul colpo. Tanto che i volontari della Pubblica Assistenza di Prato e della Misericordia di Montemurlo, non hanno potuto neppure tentare di rianimarlo e il medico ha constatato solo la morte del pensionato.

Sul posto anche i carabinieri e gli ispettori del servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl 4 che hanno compiuto tutte le verifiche del caso per accertare le cause dell’infortunio mortale e riscontrare eventuali anomalie. La salma è stata recuperata dai servizi funebri della Misericordia. Il sostituto procuratore Laura Canovai ha disposto l'autopsia sul corpo dell'uomo che verrà effettuata, come di consueto, nel reparto di anatomia patologica del nuovo ospedale di Pistoia.

Oltre agli aspetti infortunistici e attinenti al rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, il magistrato dovrà anche accertare quale fosse il ruolo di Bernocchi, artigiano in pensione, nell’azienda con la quale stava effettuando quel lavoro nella filatura. Al momento però non ci sono indagati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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