Il Tirreno

Prato

Ordina il filato arriva un container di scatole di sassi

di Ilenia Reali
Ordina il filato arriva un container di scatole di sassi

Brutta avventura per un’azienda che produce stoffe L’imprenditrice aveva già fatto 10mila euro di bonifico

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PRATO. Ha ordinato un container di filato poliestere in Cina ma in azienda le è arrivato un carico di sassi. Brutta disavventura ieri mattina per l'azienda di tessuti Roen di Poggio a Caiano.

«Abbiamo ordinato del filato per un valore di circa 10mila euro in un'azienda in Cina», racconta Roberta Guarducci, titolare dell'impresa di tessuti . «Un ordine che abbiamo fatto attraverso un rappresentante pratese con cui il nostro nuovo tecnico aveva già lavorato per un'altra azienda. Eravamo tranquilli perché non era la prima volta che ci facevamo arrivare il filato dalla Cina, abbiamo rapporti con rappresentanti che lavorano con quella realtà. E anche se con questa azienda non avevamo avuto rapporti ci sentivamo comunque garantiti».

Poi nei giorni scorsi è arrivato il container attraverso uno spedizioniere. E' stato dato il via libera allo sdoganamento e dal conto corrente dell'azienda è stato fatto partire il bonifico diretto alla Banca di Cina, nella sede nella regione dello Zehejiang per pagare la merce ordinata all'azienda Suzhou Jinrui Import Export. Un iter normale finché il carico, ieri mattina, è arrivato nel piazzale dell'azienda e i magazzinieri hanno cominciato a scaricare.

Le scatole di cartone avevano qualcosa di strano. Erano pesantissime. E' stato sufficiente aprirne una per fare la scoperta: dentro ogni scatola non c'era filato ma ghiaia. Tonnellate di ghiaia. Solamente nelle prime, quelle che eventualmente sarebbero state aperte per un controllo alla Dogana, c'era del filato. «Tra l'altro non quello che avevamo ordinato», spiega l'imprenditrice.

«Il rappresentante - aggiunge la titolare dell'azienda pratese - ha contattato un avvocato internazionale. Io ho avvisato i carabinieri e sto andando a fare denuncia alla Finanza. Ho dato immediatamente l'allarme perché ritengo che possa accadere lo stesso anche ad altre aziende visto che i contatti non sono solo nostri. E' necessario fare attenzione».

«Tra l'altro - entra nel merito Roberta Guarducci - noi preferiamo comprare in Italia e lo facciamo con la maggioranza dei filati che lavoriamo. Solo quando si tratta di questi poliestere così basici compriamo in Cina, da noi del resto non si trovano più. Ormai le manifatture hanno praticamente smesso di produrli e non c'è alternativa all'acquisto in quei paesi».

Anche l'ufficio di rappresentanza a cui si è rivolta l'azienda Roen si sente truffato. «Abbiamo ordinato il filato - spiegano - attraverso un'agenzia a cui ci rivolgiamo sistematicamente e la merce è stata inviata da un'azienda che fa parte di un gruppo che conosciamo. Serviamo moltissime aziende e in anni e anni di lavoro non è mai accaduto niente del genere».

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