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Non versa Iva e contributi Inps Prosciolto un imprenditore

PRATO. Ha omesso di versare i contributi Inps per i propri dipendenti e l’Imposta sul valore aggiunto, ma è stato prosciolto “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, almeno entro...

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PRATO. Ha omesso di versare i contributi Inps per i propri dipendenti e l’Imposta sul valore aggiunto, ma è stato prosciolto “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, almeno entro certi limiti.

E’ la storia dell’imprenditore Piero Lucchesi, 55 anni, titolare della Tessitura Tre Elle di Montemurlo, che mercoledì è comparso davanti al giudice monocratico per rispondere della violazione dell’articolo 10 bis del decreto legislativo 74/2000, una norma purtroppo ben conosciuta dagli addetti ai lavori nel distretto tessile, perché in molti sono stati chiamati a rispondere della sua violazione, sia per i contributi previdenziali che per l’articolo 10 ter, che riguarda l’omesso versamento dell’Iva. In tanti hanno posticipato pagamenti indifferibile pur di mandare avanti l’azienda e poi si sono ritrovati davanti al giudice. La storia di Lucchesi è ancora più complessa, perché l’imprenditore di Montemurlo sostiene di aver dovuto sospendere i pagamenti anche per colpa della Smit di Schio, l’azienda che gli forniva i telai. Già nel 2007 Lucchesi si lamentò pubblicamente perché i telai modello Gs900, gli stessi in uso in molte altre tessiture pratesi, facevano le scintille provocavano principi d’incendio, rallentando la produzione. Il titolare della Tre Elle chiese che l’azienda di Schio si riprendesse i telai e gli rendesse le cambiali, ma non ottenne risultati concreti. Nel frattempo, dice, fu costretto a rallentare la produzione e successivamente a sospendere i pagamenti.

Ora la Tessitura Tre Elle risulta inattiva. Non è stata messa in liquidazione e non è fallita, perché l’imprenditore spera ancora di poter ripartire. In compenso è fallita la Smit. O meglio, l’azienda veneta ha proceduto a una serie di cessioni di ramo di azienda e quello che è rimasto ha cambiato ragione sociale. L’amministratore delegato risulterebbe indagato per bancarotta fraudolenta.

Piero Lucchesi, difeso da Monica Zanichelli, ha dovuto comunque affrontare un paio di processi ed è stato prosciolto in entrambe le occasioni. Il primo era per il mancato versamento di 75.000 euro di Iva. Il giudice ha preso atto di un pronunciamento della Corte costituzionale che ha innalzato a 90.000 euro la soglia di punibilità penale. Quanto agli omessi versamenti Inps, è pendente una questione di legittimità costituzionale: ci si chiede perché sia stata la soglia dell’Iva e non dell’Inps. A Lucchesi veniva contestato il mancato versamento di 50.025 euro, a fronte di una soglia di 50.000. Il giudice ha comunque deciso per il proscioglimento.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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