Attenzione
Infortuni, dalle ditte cinese solo 19 denunce
I numeri Inail che avvia una campagna con Cap per fare informazione sulla sicurezza sul lavoro
PRATO. Delle 3.512 procedure di infortunio sul lavoro aperte dall’Inail a Prato nel 2013, in lieve calo rispetto all’anno precedente, pochissime sono le denunce pervenute da parte di lavoratori cinesi, pur essendo aumentate nel corso del tempo, passando dai 9 casi denunciati nel 2008 ai 19 del 2013. Nell’arco di 5 anni c’è stato un aumento del 52% di casi denunciati da imprenditori cinesi.
A rilevarlo è il direttore territoriale dell’Istituto Davide Maccioni sottolineando che «il dato comprende anche i sette lavoratori morti nell’incendio della confezione Teresa Moda e che gli altri infortuni registrati riguardano ferite da taglio o lesioni all’apparato osteo-articolare».
Numeri ancora troppo bassi rispetto alle irregolarità che vengono riscontrate nelle aziende straniere sul fronte della sicurezza negli ambienti di lavoro.
Basti pensare che a Prato, nel 2014, l’Inail ha visitato 168 aziende, di cui 159 sono risultate irregolari, ed ha recuperato premi assicurativi per 40mila euro a fronte di un’evasione stimata di circa 250mila euro. Durante i controlli sono stati scoperti 491 lavoratori completamente in nero, di cui 366 extracomunitari, per la maggior parte cinesi, e 596 irregolari (falsi part-time o a ore lavorate non regolari), di cui 423 extracomunitari, molti dei quali, anche in questo caso, di origine cinese. I conti dunque non tornano.
«In una città che conta 191mila residenti, di cui 16mila cinesi regolari, e in cui il 40% delle aziende aperte nel primo semestre del 2014 è cinese - dichiara Maccioni – c’è bisogno fare più informazione e diffondere una cultura della sicurezza e della tutela».
Da qui l’iniziativa di prevenzione nata da un accordo tra Inail e Cap per la diffusione di opuscoli informativi sulla tutela dei lavoratori in materia di infortuni e malattie professionali sul lavoro, con traduzione anche in lingua cinese, che saranno esposti su tutti gli autobus in circolazione.
«E’ un’idea per cercare di far riflettere i cittadini sull’importanza dei promuovere la legalità e con cui ci auguriamo di offrire un aiuto a quei cinesi che cercano soluzioni a eventuali problemi , come quello di non sapere a chi rivolgersi se si subisce un infortunio o si contrae una malattia di tipo professionale - commenta Giuseppe Gori, presidente di Cap – sui nostri autobus trasportiamo ogni anno 10milioni di persone e per circa il 3-4% si tratta di cinesi».
Gli opuscoli contengono informazioni utili relative ai diritti del lavoratore e alle responsabilità del datore di lavoro, segnalano numeri telefonici di servizio e rispondono alla domanda su come comportarsi in caso di incidente sul lavoro. Soddisfatto di aver sostenuto l’accordo di collaborazione anche il viceconsole Ji Gong, che ha sostenuto fin dall’inizio l’iniziativa contribuendo a diffondere brochure e opuscoli tramite gli sportelli del consolato e presso la comunità orientale. «Speriamo - conclude - che con i nostri sforzi il concetto di sicurezza si possa radicare nel cuore di tutti gli imprenditori e che si arrivi a far sapere a tutti i lavoratori quali sono i loro diritti» .
Barbara Burzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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