Il Tirreno

Prato

Permessi in centro cala la scure: “A3” da dimezzare

di Cristina Orsini
Permessi in centro cala la scure: “A3” da dimezzare

Il buon esempio lo danno le associazioni di volontariato: calano da 384 a 209. Controlli anche sui 4800 invalidi

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PRATO. Più di 17000 permessi in totale, 7574 solo nel centro storico. E di questi 699 di pubblica utilità: ovvero di auto che hanno il permesso di entrare a loro piacimento anche nella zona pedonale, parcheggiando dove trovano. Ed è lì che si abbatterà la scure del Comune, riducendoli, col tempo, almeno alla metà. «Il tentativo - spiega Filippo Alessi, assessore alla Mobilità - è di dare una razionalizzazione vera ai permessi in vista della messa in funzione, il primo giugno, dei varchi elettronici. Le telecamere hanno un senso se gli accessi all'area ex Apu sono ridotti al minimo». L'operazione di pulizia è già iniziata e dallo scorso gennaio sono 33 i permessi non rinnovati.

E dunque, fermo restando la possibilità degli accessi ai residenti (1358 permessi oltre a 261 per chi va in garage) e alle auto che davvero svolgono servizi necessari ai cittadini (ambulanze, trasporto disabili, sorveglianza, interventi d'urgenza) su tutto il resto si aprirà una discussione. Perché i numeri parlano chiaro: tra i 699 permessi A3 di pubblica utilità 250, per esempio, sono intestati ad auto della Telecom e altrettanti a vetture di servizio di Publiacqua. Troppi, decisamente.

«Quando i varchi elettronici entreranno in funzione - prosegue l'assessore - daremo tempo sei mesi poi partirà la verifica di quante auto per la manutenzione entrano effettivamente nella zona pedonale e si prenderà una decisione».

Il buon esempio, sul fronte dei permessi, viene dalle associazioni di volontariato che dopo una fase di discussione hanno raggiunto un accordo con il settore Mobilità che prevede un diminuzione sostanziosa dei permessi che fino a oggi sono stati concessi al personale. Erano 500, sono calati a 385 quando la Misericordia si è trasferita a Galciana, da qui in avanti scenderanno - via via che scadranno - a 209: 74 (erano 160) alla Pubblica Assistenza che ha la sede in pieno centro, in via San Jacopo, 70 alla Croce d'Oro che ha sede in via del Romito, resteranno 65 per la Misericordia che ha mantenuto uffici in centro.

«In pratica - spiega Nicola Di Laudo, caposervizio della Pubblica Assistenza - i permessi verranno dati solo a quei volontari che fanno servizio continuativamente e durante il giorno e che in questo modo avranno la possibilità di parcheggiare gratuitamente in via Frascati, una piccola parte di via San Jacopo, via Carbonaia con l'aggiunta di via Marianni Nistri e via Sassoli». Stesso “ modus operandi” per la Croce d'oro e già da tempo per la Misericordia.

«I permessi - spiega l'assessore - non devono più essere dei privilegi ma di utilità vera». Ed ecco che allora sono in corso colloqui tra l'assessore e l'Ordine dei medici per vedere se i permessi (229) posseduti da tutti gli iscritti possono calare «mantenendo fissi - dice Alessi - quelli dei pediatri ma aprendo una riflessione, per esempio, sui cardiologi»; ecco che è prevista un controllo serrato dei 4818 permessi agli invalidi «che rappresentano un numero - è il giudizio di Alessi - sproporzionato rispetto al numero di cittadini. C'è da capire cos'è successo». E ancora: accordi con Consiag per fare ingressi giornalieri in caso di interventi di manutenzione e con i servizi territoriali Asl per verificare se i 78 permessi dati ai dipendenti non possano calare un po'. Via i permessi "omnibus" agli assessori, via anche quelli ai giornalisti (tranne alle Tv).

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