Sicurezza
E gli studenti pensano al buon nome della scuola
PRATO. «Macché banda che terrorizza gli alunni del Marconi». La notizia di un gruppo di adolescenti di origine nordafricana che da mesi saccheggia e terrorizza i compagni di scuola lascia stupito il...
PRATO. «Macché banda che terrorizza gli alunni del Marconi». La notizia di un gruppo di adolescenti di origine nordafricana che da mesi saccheggia e terrorizza i compagni di scuola lascia stupito il preside ma anche gli studenti.
«Non so proprio di cosa si stia parlando – spiega Matteo Marcantuono, studente dell’istituto – Non mi sono accorto di nulla: eppure sono di quinta e quindi so come ci si muove nella scuola. Sono anche stufo che la mia scuola faccia notizia solo per cose brutte».
E anche sul pestaggio al Buzzi Marcantuono dice la sua: «Anche sul caso Buzzi ci sarebbe da ridire: tante volte alunni di altri istituti vengono da noi a farsi giustizia, ma nessuno lo scrive».
Anche Kevin Curcio conferma la posizione dell'amico. «Non so nulla di questi furti, il Marconi è una scuola come tante altre, ci sono alunni bravi e altri meno affidabili». Il ritornello è sempre lo stesso: nessun problema all'interno dell'istituto.
«Tutte queste notizie – commenta Andrea Giordano – alimentano un brutto nome per la scuola. Abbiamo addosso questa etichetta e non riusciamo a scrollarcela. Sulla presenza di una banda che effettua furti, mi sembra che si stia esagerando. E comunque quello che succede all'Omnia non ci riguarda».
Altre voci si aggiungono al coro di protesta. «Se ci fossero stati dei furti, sempre ammesso che in questa scuola si possa rubare qualcosa – commenta Angelo Zarbo – ce ne saremmo accorti». Alunni minorenni scherzano facendo un finto mea culpa per sdrammatizzare la situazione: «Sono stato io, guardami sono anche scuro di pelle».
E al di là dello scherzo la rabbia degli alunni è forte. «Non capisco come sia nata questa notizia – commenta Dragos Busuioc – Nessuna banda ci terrorizza e ci saccheggia, ogni giorno siamo sul giornale per fatti di cronaca poco simpatici».
Agli studenti del Marconi brucia ancora la notizia del pestaggio al Buzzi. «E' stata scritta – commenta B. F., studente minorenne - perché i ragazzi venivano dal Marconi, se fossero stati di un liceo nessuno si sarebbe preoccupato di riportarla. Anche quindici giorni fa nel parcheggio un mio amico è stato preso a schiaffi da alunni che venivano da altri istituti. Tremava come una foglia, ma non ha fatto notizia».
Ma se è vero quanto riferiscono i carabinieri, pare inverosimile che nessuno all’interno della scuola di via Galcianese si sia accorto di quello che stava succedendo.
Alessandra Agrati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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