Attenzione
Si scrive Cap, si legge bus: settant'anni e non sentirli
La cooperativa di trasporti festeggia un traguardo storico. Parla il presidente Gori: "Vogliamo continuare a scommettere sulla città"
PRATO. I pratesi si stanno divertendo a tirarle fuori dai cassetti dei ricordi, dagli album di famiglia ricoperti di polvere: dal vecchio capolinea in piazza Duomo alla prima donna autista al volante di un pullman nel 1988. Si muovono parenti, amici dei soci lavoratori che fanno parte della famiglia Cap, per consegnare a mano le foto negli uffici di piazza Duomo: in alternativa, c'è sempre il gruppo Facebook “Cap 1945 la storia di una città” dove postare gli scatti che dipingono una città in viaggio sul bus. Anno dopo anno, per settant’anni. Soltanto in un mese la coop di autotrasporti pratese ha raccolto 300 foto. Immagini antiche, frammenti di una storia tutta da ricostruire di cui Cap, la cooperativa autotrasporti pratese, vuol rendere partecipe la città, con una mostra in programma a maggio nei locali dell’Urp.
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«70 anni verso il futuro» è lo slogan di questo traguardo, in cui il primo a credere è il presidente Giuseppe Gori, da vent’anni al timone della cooperativa che nel 1999, in barba all'assunto caro al distretto che "piccolo è bello", fece il salto di qualità. «Quello fu uno dei momenti più belli della storia della cooperativa, quando l’assemblea dei soci lavoratori decise di uscire dai confini pratesi per crescere e lanciardi in nuove sfide in Toscana». Oggi Cap ha partecipazioni societarie nel gruppo Ctt Nord come gestore del trasporto a Lucca, Livorno, Pisa, Massa e in Ataf Servizi a Firenze. Un’azienda che, con i suoi 460 lavoratori, 337 soci e 19 chilometri gestiti, macina utili e fatturato, crea posti di lavoro (freschi di assunzione, i 60 giovani “facilitatori” chiamati a traghettare l’utenza verso il biglietto elettronico) e mantiene nel dna i i valori della cooperazione. Una mosca bianca nel buio della crisi generale. E tra le novità che bollono in pentola, l’ampliamento dell’officina in via del Lazzeretto dove il deposito inaugurato nel dicembre 2012 non sarà più “provvisorio”. Sfuma così il progetto di traslocare in via del Porcile, decaduto dopo il cambio di amministrazione locale: soluzione caldeggiata a suo tempo per evitare possibili ricadute ambientali sui residenti delle Badie.
Quali sono i programmi dei prossimi investimenti?
"Intanto l’ampliamento dell’officina in via del Lazzeretto in via di sviluppo: abbiamo da poco concluso un accordo con Mercedes per la riparazione e gli accessori di ricambio. E poi daremo il via alla costruzione degli uffici. Abbiamo altre due officine a Firenze, un’altra aprirà a Montecatini per la quale sono previste due assunzioni.
Non solo bus, c'è anche Cap Case con il cantiere in via Livi.
"Esatto, si parla di 107 appartamenti e lì nascerà la sede nuova di Cap".
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Che storicamente è sempre stata in piazza Duomo. Andrete via dal centro?
"Stiamo facendo una riflessione. Forse terremo in piazza Duomo gli uffici di rappresentanza, ma comunque il trasloco avverrebbe non prima di tre anni".
"70 anni verso il futuro". Un futuro che passa anche dal biglietto elettronico. Come viene recepita la rivoluzione digitale a bordo?
"La “carta mobile” piace ai pratesi: su 6mila tessere stampate ne abbiamo venduto la metà. Siamo i primi in Toscana e tra i pochi in Italia ad aver istituito il biglietto elettronico".
Gara regionale: a che punto siamo con la partita?
"Cap corre come consorzio Mobit insieme ad altri soggetti del Tpl toscano: a fine febbraio il Tar ha respinto il nostro ricorso contro il bando regionale. Il giudice deve ora pronunciarsi sul ricorso dei francesi di Ratp, i nostri concorrenti. La sensazione è che, con le elezioni regionali in vista, si prospettino ulteriori rinvii".
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Questo avrebbe ripercussioni sulla rete locale?
"In questo momento lavoriamo in atti d’obbligo: i Comuni e le ex Province impongono la prosecuzione del servizio pubblico con le risorse della gara precedente che risale al 2005. E' difficile in questo quadro d’incertezza continuare gli investimenti. Gara o non gara, col Comune abbiamo comunque preso l’impegno di potenziare i collegamenti con l’ospedale a settembre. D’altro canto, è nelle corde di Cap scommettere".
Come fa oggi un imprenditore pratese a scommettere?
"Serve creare posti di lavoro per ridare una speranza a questa città, altrimenti andremo verso un imbarbarimento dei rapporti sociali. Oggi, purtroppo, si vede una Prato che rincorre e gioca in difesa".
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