Il dolore
Furti e scippi tra coetanei, al Marconi c'è un "branco". Ma gli studenti negano
I carabinieri indagano su un gruppo di adolescenti nordafricani che per mesi ha terrorizzato i compagni di scuola e i frequentatori dell'Omnia Center. Perquisite le abitazioni. Intanto a scuola i ragazzi dicono di non essersi resi conto di niente
PRATO. Nelle scuole di Prato non ci si annoia. Dopo quanto accaduto al Liceo artistico di Montemurlo, dove un professore è stato accusato di molestie nei confronti di un'alunna sedicenne e un'altra studentessa è indagata per stalking verso una compagna disabile, e il pestaggio avvenuto martedì 17 all'interno dell'Istituto Buzzi di Prato, ora tocca al Professionale Marconi. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno perquisito le abitazioni di otto studenti accusati di far parte di un gruppo dedito agli scippi e alle rapine nei confronti dei loro coetanei, compagni di scuola ma non solo. Indagato anche un maggiorenne marocchino che potrebbe essere il ricettatore della refurtiva.
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I carabinieri confermano che sono tutti marocchini di seconda generazione, di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore presso la Procura dei minori Roberta Pieri, sono iniziate mesi fa e hanno presto alzato il velo su un'incredibile sequenza di episodi. In totale finora i carabiineri nei hanno contati dodici, tra scippi, furti e rapine. Secondo quanto viene riferito, alcuni sono avvenuti nella scuola di via Galcianese o nelle immediate vicinanze, altri alla multisala Omnia Center. Tra i rapinati, oltre a una ragazza cinese, c'è anche un giovane pachistano che frequenta il Marconi e che sarebbe stato minacciato dai componenti della banda: "Quando torni a scuola ti diamo anche il resto".
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Agli atti dell'indagine, che è tuttora in corso, sono rimasti anche episodi di intimidazione nei confronti degli insegnanti del Professionale Marconi, minacce a una professoressa ("Se avverti i carabinieri ti sparisce il computer portatile") e dimostrazioni di forza, come quando il presunto capo del branco ordinò ai compagni di alzarsi in piedi durante una lezione.
Una situazione, come è evidente, che non può più essere tollerata. I carabinieri stanno continuando a raccogliere elementi e anche ieri, martedì 17, hanno recuperato alcuni telefoni cellulari che erano stati sottratti dal "branco" ad altri ragazzi. Al momento però nei confronti degli indagati non sono stati presi provvedimenti di custodia e non sembra che tra il "branco" del Marconi e il pestaggio avvenuto all'interno dell'Istituto Buzzi ci sia un qualche collegamento.
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Daniele Santagati, preside del Professionale Marconi, interpellato dal Tirreno, sostiene di non poter dire nulla sulla vicenda che riguarda i suoi allievi coinvolti nell'indagine. Nemmeno se qualcuno di loro sia stato sospeso dalle lezioni. "Questa scuola è tranquilla - afferma Santagati - Certo, ci sono problemi come da altre parti, che affrontiamo giorno per giorno. D'altra parte io non sono né un poliziotto né un giudice, ad altri spetta di far luce su quello che è accaduto, viviamo in una società particolare".
“Macché banda che terrorizza gli alunni del Marconi”. La notizia di un gruppo di adolescenti di origine nordafricana che da mesi saccheggia e terrorizza i compagni di scuola lascia stupito il preside ma anche gli studenti. “Non so proprio di cosa si stia parlando – spiega Matteo Marcantuono, studente dell’istituto – Non mi sono accorto di nulla: eppure sono di quinta e quindi so come ci si muove nella scuola. Sono anche stufo che la mia scuola faccia notizia solo per cose brutte”. E anche sul pestaggio al Buzzi Marcantuono dice la sua: “Anche sul caso Buzzi ci sarebbe da ridire: tante volte alunni di altri istituti vengono da noi a farsi giustizia, ma nessuno lo scrive”. Anche Kevin Curcio conferma la posizione dell'amico. “Non so nulla di questi furti, il Marconi è una scuola come tante altre, ci sono alunni bravi e altri meno affidabili”. Il ritornello è sempre lo stesso: nessun problema all'interno dell'istituto. “Tutte queste notizie – commenta Andrea Giordano – alimentano un brutto nome per la scuola. Abbiamo addosso questa etichetta e non riusciamo a scrollarcela. Sulla presenza di una banda che effettua furti, mi sembra che si stia esagerando. E comunque quello che succede all'Omnia non ci riguarda”.
Altre voci si aggiungono al coro di protesta. “Se ci fossero stati dei furti, sempre ammesso che in questa scuola si possa rubare qualcosa – commenta Angelo Zarbo – ce ne saremmo accorti”. Alunni minorenni scherzano facendo un finto mea culpa per sdrammatizzare la situazione: “Sono stato io, guardami sono anche scuro di pelle”. E al di là dello scherzo la rabbia degli alunni è forte. “Non capisco come sia nata questa notizia – commenta Dragos Busuioc – Nessuna banda ci terrorizza e ci saccheggia, ogni giorno siamo sul giornale per fatti di cronaca poco simpatici”. Agli studenti del Marconi brucia ancora la notizia del pestaggio al Buzzi. “E' stata scritta – commenta B. F., studente minorenne - perchè i ragazzi venivano dal Marconi, se fossero stati di un liceo nessuno si sarebbe preoccupato di riportarla. Anche quindici giorni fa nel parcheggio un mio amico è stato preso a schiaffi da alunni che venivano da altri istituti. Tremava come una foglia, ma non ha fatto notizia”.
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