Il Tirreno

Prato

Visitare la tomba di Malaparte è diventata un'impresa

Una cerimonia di qualche anno fa al mausoleo di Malaparte
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Una cerimonia di qualche anno fa al mausoleo di Malaparte

La segnalazione di un lettore di Prato che ha scritto al sindaco lamentando lo stato del sentiero. "La stessa situazione di non-curanza della città etrusca di Gonfienti: è così che si vuole incentivare il turismo?"

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PRATO. Arrivare al mausoleo di Curzio Malaparte, sul monte Spazzavento, passando da Cerreto è un'impresa per una persona nel pieno delle forze, figuriamoci per chi ha problemi di deambulazione. Lo segnala Stefano Azzini, che ha scritto una lettera al sindaco Biffoni per lamentare lo stato del sentiero raccontando la sua esperienza. "Domenica scorsa sono andato alla tomba di Malaparte, passando da Cerreto, e con profondo rammarico ho trovato il percorso impervio proprio come un sentiero di montagna. Il tratto dopo la chiesa di Cerreto fino all'incrocio è sassoso e scivoloso, ma si può ancora fare. Successivamente, dopo un primo tratto pianeggiante, si inizia a salire in condizioni tali che una persona con problemi di deambulazione neanche si può sognare di percorrere".

"Evito ulteriori commenti circa lo stato di manutenzione e conservazione del sito - prosegue la lettera - Sarebbe tutto normale se non fosse per quel signore che volle fare di quel luogo la sua dimora eterna. Sono stato contattato da un gruppo di persone appartenenti a un'associazione culturale tedesca che, durante la loro permanenza in Toscana, avrebbero volentieri visitato la tomba del nostro illustre cittadino, ma, dopo il sopralluogo, ritengo non siano in grado di arrivarci".

"Chissà se Malaparte, che volle andare a Spazzavento: “per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gola del tramontano” , rivolga oggi lo sguardo verso Prato, indirizzando lo sputo verso la sua città che tanto ha amato, e i suoi cittadini che l'hanno dimenticato; cosi come hanno dimenticato le loro origini etrusche, e i resti della città trovati a Gonfienti, che i governanti succedutisi negli ultimi vent'anni, con la loro ignoranza, e i soldi dell'interporto, hanno sotterrato nuovamente".

"Lo scorso dicembre lessi che ella aveva nominato un avvocato come consigliere speciale per la promozione del territorio. Ebbene, si, credo che il nostro territorio abbia bisogno di un avvocato prima di tutto per chiedere giustizia degli scempi fatti dai suoi predecessori. L'opera di Malaparte rappresenta un pezzo di storia, di cultura, di arte, non solo per Prato, non solo per l'Italia ma per il mondo intero, e, parlando di promozione, non è difficile credere che se fosse stato oggetto dell'attenzione che meritava, il ritorno, in termini di immagine e di visitatori per la città, sarebbe stato più importante di quanto lo è stato a tutt'oggi. Se il percorso per la tomba di Malaparte fosse più agevole potrebbe essere meta di migliaia di visite all'anno, e non solo da parte dei residenti locali. Rendere il luogo visitabile a tutti, non è solo una questione di rispetto per l'artista, ma è anche un atto di civiltà, e non troviamo scuse di tipo ambientalistico".

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