Sicurezza
Spedizione punitiva al Buzzi, picchiati due studenti
Una ragazza contesa all'origine del pestaggio: alcuni degli aggressori sono arrivati dal Professionale Marconi. Il vicepreside: "Non è mancata la sorveglianza". L'aggredito: "Li denuncio, non mi interessa se passo da infame"
PRATO. Lei, lui, l’altro. Capita spesso, soprattutto tra adolescenti, che le questioni di cuore sfocino in un paio di cazzotti. Stavolta però la spedizione punitiva ha avuto per palcoscenico l’atrio dell’Istituto tecnico industriale Buzzi, dove nella mattinata di oggi, 17 marzo, un paio di studenti diciassettenni sono stati accerchiati da un gruppetto di ragazzi più grandi, alcuni dei quali provenienti dell’Istituto professionale Marconi di via Galcianese, e le hanno buscate di santa ragione. È successo durante la ricreazione e in un battibaleno la notizia si è diffusa sui social network e sui siti web d’informazione, grazie a un compagno di scuola dei due aggrediti che ha raccontato l’accaduto su Facebook.
I fatti. Siamo a metà mattinata e centinaia di studenti sono nell’atrio per la pausa tra una lezione e l’altra. Dal cancello di viale della Repubblica entrano una o più auto nel parcheggio esterno, ne scende un gruppo di nove giovani che si dirigono verso il bersaglio designato, un diciassettenne la cui colpa è di aver allacciato una relazione con quella che è (o a questo punto, era) la ragazza di un altro, uno del Marconi. Il ragazzo è insieme a un amico e probabilmente se l’aspetta, si dice ci sia già stato un primo confronto nei giorni scorsi, ma i due soccombono davanti al numero degli aggressori. Il tutto dura pochi secondi, poi gli altri scappano e spariscono.
Passano pochi minuti e la notizia è già su Facebook. «Meno male sappiamo difenderci - commenta Matteo, uno dei due studenti picchiati, sul suo profilo - Io ho due bernoccoli in fronte mentre lui (Antonio, ndr) un labbro tagliato e graffi sulla guancia». Lo stesso Matteo sembra conoscere i nomi di almeno alcuni tra i suoi aggressori e promette di andare a denunciarli: «Non mi interessa se passo da infame».
Dalla scuola non partono segnalazioni alle forze dell’ordine e nemmeno denunce. Il preside Erminio Serniotti contatta il suo omologo del Marconi e lo informa, mentre una professoressa si offre di accompagnare i due ragazzi aggrediti alla fermata del bus, perché nel frattempo sono arrivati sms minacciosi, c’è il rischio che il gruppetto di aggressori voglia completare l’opera all’uscita da scuola. La questione più spinosa riguarda l’ingresso di estranei a scuola. «Durante l’intervallo le porte sono chiuse - spiega il vicepreside Leonardo Cherubini - ma il cancello esterno è aperto. Qui c’è sempre un certo movimento, ma non vorrei che passasse il messaggio che c’è poca sorveglianza. Di solito io o il preside siamo sempre nell’atrio durante la ricreazione».
La madre di uno dei due studenti picchiati ha poi chiamato il preside Serniotti chiedendo un incontro prima di presentare una formale denuncia alle forze dell’ordine.
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Il preside del Professionale Marconi, Daniele Santagati, si limita a dire di essere in contatto col preside Serniotti del Buzzi per affrontare la situazione. Lo studente del Marconi sospettato di aver guidato la spedizione punitiva al Buzzi non è stato sospeso, chiarisce Santagati: "E' ancora troppo presto, dobbiamo accertare che cosa è accaduto".
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