Il Tirreno

Prato

la tempesta

Nella ex fabbrica Lucchesi proseguono le demolizioni

di Maria Lardara
Nella ex fabbrica Lucchesi proseguono le demolizioni

Prato, dopo i crolli provocati dal vento va avanti l’opera di messa in sicurezza. Mercoledì 18 riapre via Carradori. In futuro l’edificio potrebbe ospitare spazi espositivi

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PRATO. La furia della natura l’ha investita e buttata giù, la mano dell’uomo sta facendo di tutto per salvare il salvabile. In via Cavour la fabbrica dell’ex lanificio Lucchesi, gioiello di archeologia industriale con la sua lunga muraglia traforata da doppi ordini di finestroni, resta in piedi ma si lecca ancora le ferite dopo i crolli del 5 marzo scorso. Una tempesta di vento che ha mietuto vittime non solo nella natura, decine e decine gli alberi abbattuti, ma anche negli immobili.

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L’obiettivo è ora mettere in sicurezza l’ex insediamento produttivo con una serie di interventi urgenti anche complessi, come la demolizione dell’antica cisterna d’acqua. Nel cantiere allestito d'urgenza intorno all’immobile ottocentesco procedono a ritmo spedito i lavori, commissionati dalla famiglia Magni proprietaria dell’edificio, per permettere innanzitutto il ripristino della viabilità nel secondo tratto di via Carradori.

Ripristino che avverrà mercoledì 18 marzo, per la gioia degli automobilisti provenienti da via Pomeria che potranno così tornare a percorrere via Cavour senza deviare il tragitto in via Genova.

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«La viabilità riprenderà regolarmente ma i lavori nel sito – spiega il geometra Stefano Perugi dello studio Lg di via Fra Guittone, direttore del cantiere – andranno avanti. Siamo impegnati a demolire la parte di copertura a ridosso del fabbricato parzialmente crollato per poi andare a eliminare la cisterna di deposito dell’acqua: si tratta di uno degli interventi più delicati che richiederanno almeno dieci giorni». Sull’ex fabbrica Lucchesi, che ha un indubbio valore storico, non pendono vincoli architettonici della sovrintendenza: la proprietà dunque ha mani libere per pensare a un progetto di ristrutturazione dell’immobile che ha la particolarità di insistere a ridosso delle mura trecentesche.

Non a caso sono allo studio progetti preliminari di recupero per destinare a uso servizi gli spazi dell’ex lanificio che ospitavano lo stabilimento di una tintoria fino a dieci anni fa.

Niente riconversione in superfici residenziali però: piuttosto, dalle ceneri dell’ex fabbrica simbolo delle glorie passate del distretto pratese potrebbero nascere nuovi spazi espositivi e luoghi deputati alla creatività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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