Il dolore
"Il Tribunale è come un pugile suonato"
Il grido d'allarme del presidente Pisano che è stato costretto a ridurre l'orario delle cancellerie. A Prato 43 amministrativi anziché 64, e il Ministero ne manda 23 a Firenze...
PRATO. "Siamo come un pugile suonato all'angolo". Quando a pronunciare queste parole non è un allenatore di calcio dopo una pesante sconfitta ma un magistrato, il presidente di un Tribunale, certamente più avvezzo alla terminologia giuridica che alle iperboli, significa che la situazione è davvero seria. Tocca dunque tornare a parlare delle carenze di organico del Tribunale di Prato, di cui in realtà si parla ormai da decenni senza grandi risultati, perché il presidente Nicola Pisano è convinto che se ne debba parlare fuori dalle mura del Palazzo (che sia di giustizia, del Comune o del ministero).
Perché il Tribunale è stato costretto a dimezzare i tempi di apertura delle cancellerie civili e penali facendo arrabbiare gli avvocati? Perché in media ogni giorno quattro procedimenti cadono in prescrizione a Prato? Perché si è diffusa una sensazione di impunità legata alla lunghezza dei processi? La risposta sta nei numeri. Il Tribunale di Prato conta in teoria su 20 magistrati e 64 impiegati amministrativi. Di giudici però ce ne sono 16 (e due in arrivo) e di amministrativi 43, con una scopertura di un terzo. Di fronte a questa situazione assolutamente di emergenza, in occasione di un recente "interpello di mobilità", qualcuno al ministero della giustizia ha deciso che a Firenze sarebbero state destinate 23 unità e a Prato una. Quest'ultima decisione, di cui non si conosce la paternità, forse spiega meglio di tanti discorsi perché il Tribunale di Prato, come dice il suo presidente, è un pugile suonato all'angolo.
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"Me ne sono accorto appena sono arrivato - racconta Pisano - e ho subito segnalato la situazione a una riunione del Patto per Prato sicura. All'epoca potevo ancora contare su 52 amministrativi e ora questi si sono ridotti a 43. Mi avevano promesso l'arrivo di otto cancellieri, ma così non è stato. In compenso il Csm ha annunciato l'arrivo di due giudici". Quanto ai cancellieri, quelli dipendono dal Ministero e non arriveranno. Una di loro, in base non si sa a quale logica, dal 2007 è distaccata all'ufficio stampa del ministero del Lavoro. Tutte le volte che Prato prova a farla tornare, da Roma rispondono che se ne riparlerà quando cambia il governo. E di governi ne sono cambiati...
Pisano aveva convocato i cronisti, alla presenza del presidente dell'Ordine degli avvocati, Lamberto Galletti, per spiegare come mai era stato costretto a dimezzare i tempi di apertura delle cancellerie, una decisione che ha provocato il malumore degli avvocati, ma lo stesso Galletti, di fronte ai numeri snocciolati dal presidente, ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte, ottenendo solo un allungamento dell'apertura del giovedì, dalle 9 alle 13.
"Qui a Prato abbiamo oltre 5.000 procedimenti pendenti davanti al giudice monocratico, con quattro magistrati - spiega Pisano - Cioè quasi il doppio rispetto a Tribunali delle nostre dimensioni e siamo secondi in Toscana solo a Firenze". Quando arriverà la valanga di notizie di reato legate ai controlli nelle confezioni cinesi partiti nello scorso mese di settembre il sistema potrebbe collassare. Il bello è che quando i rappresentanti di governi di diverso colore si sono trovati a passare da Prato hanno sempre detto che il Tribunale aveva bisogno di rinforzi. Poi sono tornati a Roma, dove periodicamente hanno ricevuto delegazioni di amministratori pratesi promettendo interventi che non ci sono mai stati. Ora però, se si vuol credere alle parole del presidente Pisano, siamo davvero alla frutta.
In questi giorni la giustizia è al centro dell'agenda politica, per quel disegno di legge sulla corruzione che giace in Parlamento da oltre due anni. "Ecco - commenta il presidente Pisano - la mia impressione è che non è dando uno o due anni in più ai colpevoli di corruzione si risolva il problema. Servirebbe invece abbattere l'aspettativa di impunità rendendo più efficiente la macchina della giustizia".
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