Attenzione
Chiesto il rinvio a giudizio per i dirigenti di Estra
La richiesta è nei confronti di Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, amministratore unico del gruppo Consiag, Paolo Quercioli, legale rappresentante di Estra Reti, e di altri due dirigenti di Estra Consiag, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e abuso di posizione dominante
PRATO. Stabilire quale sia l’interesse pubblico non compete a un’azienda ma agli amministratori eletti dal popolo. Riaffermando in aula questo principio i pubblici ministeri Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri hanno insistito nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Paolo Abati, direttore generale di Estra, Luciano Baggiani, amministratore unico del gruppo Consiag, Paolo Quercioli, legale rappresentante di Estra Reti, e di altri due dirigenti di Estra Consiag, Cesare Calistri e Alessandro Puccetti, accusati a vario titolo di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e abuso di posizione dominante.
GUERRA DEL GAS: TUTTI GLI ARTICOLI
E’ il processo per la cosiddetta “guerra del gas” tra il Comune di Prato, all’epoca amministrato dalla giunta di Roberto Cenni di centrodestra, e i vertici della municipalizzata che distribuisce il gas a migliaia di pratesi e non solo. Il processo nato da un esposto dell’ex assessore Filippo Bernocchi dopo che già un’istruttoria dell’antitrust aveva sanzionato il comportamento di Estra Consiag.
Ai vertici della municipalizzata la Procura contesta di aver ritardato la trasmissione degli atti necessari alla redazione di un bando per mettere a gara la rete del gas, gara poi effettivamente vinta dal consorzio Toscana Energia a discapito di Estra Consiag. Di aver cioè tentato di mettere i bastoni tra le ruote a un’iniziativa ritenuta politicamente ostile.
E qui sta il nocciolo del procedimento. I vertici della municipalizzata, espressione del centrosinistra e in particolare del Pd, avrebbero interpretato una parte che non compete loro, quella dei custodi dell’interesse pubblico, ruolo che compete, comunque la si pensi, agli amministratori eletti dal popolo. Altrimenti non si spiegherebbe la paradossale situazione a cui si è assistito tre anni fa, quando la municipalizzata, che teoricamente deve rispondere al Comune, ritardò fin quando fu possibile la trasmissione degli atti necessari al bando.
“Secondo noi - ha spiegato il procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano - gli odierni indagati si sono intestati una battaglia politico-aziendale e hanno forzato le norme. Abbiamo il massimo rispetto della versione che è stata fornita da Paolo Abati durante il suo interrogatorio, ora sarà il giudice a stabilire se quelle norme sono state violate”. Il processo è stato aggiornato ad aprile per la decisione del giudice dell’udienza preliminare.
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