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Artista pratese entra nel Cirque du Soleil
Farà parte dei 50 che si esibiranno per un evento all'Expo 2015. Simona, 33 anni, è una puppeteer (burattinaia). "Volevo stare a testa in giù": ecco come tutto è cominciato
PRATO. Non capivo come riuscisse a stare appesa a un drappo di stoffa, sapevo solo che anche io volevo stare a testa in giù”. Comincia con una sfida con se stessa l’avventura di Simona Randazzo, 33 anni, di Vaiano, con il sogno di fare dell’arte il suo mestiere. Una sfida che può considerare vinta: non solo quelle acrobazie in aria ha imparato a farle, ma è stata anche selezionata dal Cirque du Soleil tra i cinquanta artisti di tutto il mondo, che metteranno in scena l’evento “Allavita!” in occasione dell’Expo 2015 di Milano.
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Le Cirque du Soleil è la compagnia teatrale più importante a livello internazionale, fondata in Québec nel 1984, i cui spettacoli, concepiti drammaturgicamente a partire da una trama, nascono da una sintesi tra la migliore tradizione dell’arte circense e l’intrattenimento da strada. La giovane artista pratese è stata scelta per esibirsi nel ruolo di puppeteer (cioè di burattinaio).
“A ottobre - racconta - un amico mi passa un link su internet con sotto scritto: "Provaci!". Leggo che il Cirque du Soleil sta facendo i provini e tra i tanti ruoli cercano anche un puppeteer (un burattinaio in parole spicciole), con esperienze di teatro fisico,danza e circo. Parto immediatamente per Milano e con mia grande sorpresa vengo selezionata”.
Per Simona è un sogno che si realizza ripagandola di tutte le difficoltà che ha dovuto superare per arrivare alla ribalta internazionale. Artista a 360 gradi è diventata dopo aver avuto il coraggio di buttarsi alle spalle un lavoro sicuro per intraprendere una vita incerta e all’insegna della precarietà. “Dopo l'università ho aperto una pizzeria in società nel paese in cui vivevo, Vaiano – continua - allora non sapevo molto sul teatro né sul circo contemporaneo ed ero fermamente convinta che avere un lavoro sicuro fosse la cosa più importante. Dopo un anno passato ad infornare pizze iniziavo a sentire forti dolori alla schiena, così decisi di segnarmi in palestra .Trovai un articolo di giornale su "discipline circensi, prova gratuita di tessuti aerei" e nella foto c'èra una ragazza appesa a testa in giù”.
Quell’immagine ha suscitato così tanto la curiosità di Simona da spingerla a presentarsi alla prova gratuita, alla Fortezza da Basso di Firenze, dove ha scoperto la sua “vocazione”. “Mi ricorderò per tutta la vita il quadro che mi si presentò davanti e le sensazioni che provai in quel momento: sulla destra dei giovani acrobati provavano a fare dei salti con trampolini e reti, cadevano e si rialzavano come se non si facessero mai male; di fronte a me, dei giocolieri lanciavano e riprendevano qualsiasi sorta di oggetto, e infine un gruppo di ragazze a lato della palestra provavano a salire e a fare delle figure su questi tessuti appesi in aria – prosegue - Stavo guardando per la prima volta un normale allenamento e per me era qualcosa di incredibile come il paese dei balocchi. Quelle persone erano fuori di testa, e io volevo stare con loro”. Da allora non ha più smesso di frequentarli abbandonando l’idea che “il lavoro e i soldi siano la cosa più importante nella vita”.
Dall’arte circense è passata a frequentare una scuola di teatro fisico a Torino, dove ha studiato mimo, commedia dell’arte, melodramma, regia, l’uso delle maschere e le discipline legate al teatro di figura, una particolare forma d’arte che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti come protagonisti dello spettacolo. Sono gli anni dell’impegno, la fatica, la precarietà, ma anche della determinazione e della sensazione, pur tra mille difficoltà, di aver trovato la propria dimensione.
“I primi due anni a Torino sono stati molto difficili - ammette - avevo continuamente difficoltà economiche. Facevo il possibile per poter continuare a studiare e per mantenermi gli studi ho lavorato in pub,discoteche e ristoranti, ma anche questi sembravano avere difficoltà economiche e spesso ti lasciavano a casa senza preavviso. Ho fatto l'imbianchina e per un lungo periodo ho pulito i bagni di una fabbrica a Torino nord. Ho fatto persino la giocoliera al semaforo come fanno tanti altri ragazzi che come me devono pagare la scuola di circo o teatro, volantinaggio, babysitteraggio, insomma le ho provate tutte pur di mantenere gli studi e continuare la formazione. E stato difficile e a volte umiliante”.
Alla fine i risultati sono arrivati con i provini per la compagnia del Cirque du Soleil, che ha premiato il talento di Simona spalancandole le porte: “La cosa più dura di questo lavoro - conclude la giovane artista pratese - è la sensazione di non essere degno per il mondo dell'arte, la cosa più bella è scoprire che lo sei. Adesso avrò la fortuna di lavorare con professionisti che avranno molto da insegnarmi”
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