Sicurezza
Nuovo tetto a tempo di record per il Dagomari
Prato, coperta anche la palestra del Datini. I tecnici della Provincia e le imprese hanno fatto una sorta di miracolo dopo i danni provocati dalla tempesta. La foto degli operai senza protezioni fa discutere, ma Citarella spiega: "La sicurezza era garantita"
PRATO – Il Dagomari ha già il nuovo tetto, completamente montato e assicurato alla struttura nel tempo record di pochissimi giorni. Coperta anche la palestra del Datini, appena il tempo lo permette sarà ripristinata anche quella della palestra del Gramsci-Keynes.
“I tecnici della Provincia e le imprese hanno fatto una sorta di miracolo. Lavorando anche tutto il sabato e gran parte della domenica sono riusciti a completare le coperture, evitando che la pioggia (arrivata domenica pomeriggio) provocasse ulteriori danni agli edifici – dichiara il vice presidente Emiliano Citarella che in questi giorni ha seguito il cantiere da vicino e sabato e domenica era presente alle ultime fasi – Adesso pensiamo alle palestre, con l'obiettivo di riaprire anche queste nel giro di pochi giorni. Ringrazio chi ha lavorato, dando molto più di quanto fosse dovuto con l'obiettivo di evitare il più possibile disagi agli studenti, e le presidi del Dagomari Maria Josè Manfrè e del Gramsci-Keynes Grazia Maria Tempesti per l'aiuto e la preziosa collaborazione”.
Tempi record, è vero, ma in molti, dopo aver visto le foto diffuse dalla Provincia e pubblicate sul web, hanno fatto notare che ce n'è una in particolare (quella che mostriamo in testa all'articolo) dove non c'è nemmeno un operaio col casco in testa o altri sistemi di sicurezza che vengono richieste quando si lavora sui tetti. Tra l'altro nei giorni immediatamente seguenti alla tempesta di vento si sono verificati due gravi infortuni sul lavoro di persone cadute dal tetto mentre tentavano di fare riparazioni.
In serata Emiliano Citarella, vice presidente della Provincia, ha spiegato: "Premesso che il casco andrebbe sempre messo, operavamo in somma urgenza dato la lotta contro il tempo per evitare che la pioggia rovinasse il tetto del Dagomari. Abbiamo lavorato senza sosta per garantire la riapertura della scuola. Mi preme sottolineare però, secondo quanto riportatomi dagli stessi lavoratori della ditta e della Provincia, che: Il primo lavoro per la messa in sicurezza del cantiere è stato di aver posato una protezione lungo tutto il perimetro del tetto a tutela dei lavoratori. Una protezione composta da un ballatoio resistente che tutelasse completamente i lavoratori. Inoltre tutti i lavoratori erano dotati di casco e di scarpe antinfortunistica. Il casco non è stato messo in alcuni momenti perché dal cielo non proveniva alcun rischio oggettivo visto che non c'era niente al di sopra. Massima tutela per i lavoratori e, essendovi stato anche io, per quello che può contare, era massima sicurezza. Infine lo scopo primario dell'elmetto è quello di proteggere la parte superiore della testa contro lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta. Nella fattispecie non poteva esserci nessun oggetto in caduta, né l'elevatore con il carico dei pannelli di copertura ha mai superato l'altezza degli operai, come confermatomi dal dirigente, ingegner De Crescenzo che ha seguito costantemente le operazioni".
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All'indomani della tempesta di vento il dirigente dei Lavori pubblici della Provincia Antonio De Crescenzo aveva prospettato la necessità di un paio di settimane per il ripristino del tetto del Dagomari. Invece i diversi giorni di clima favorevole hanno permesso di accelerare i lavori fino a concluderli, a tempo di record, nella giornata di domenica. Il nuovo tetto coibentato, costituito da alluminio e poliuretano espanso, è stato montato su tutto l'edificio a forma di elle che ospita la scuola.
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“Rimane da coprire una piccolissima porzione laterale a cui stiamo lavorando mentre ci occupiamo delle rifiniture, soprattutto le sigillature per evitare qualsiasi infiltrazione - spiega l'ingegner De Crescenzo – Anche la copertura della palestra Datini è completa, mentre per quella del Gramsci-Keynes dovremo aspettare che il tempo migliori, questione di un giorno o due”.
Intanto ci si sta occupando degli interni della palestra Datini, lo sgombero dei detriti e la ripulitura complessiva prenderà qualche giorno, ma De Crescenzo è fiducioso di poterla riaprire entro questa settimana. Per la palestra del Gramsci-Keynes, che non ha subito danni interni, si tratta di ripristinare la copertura più esterna, lavoro che sarà realizzato in pochi giorni, per riaprire gli spazi alla normale attività al più tardi lunedì prossimo.
Attualmente tutte le palestre del polo di via Reggiana sono chiuse: Datini e Gramsci-Keynes per i lavori necessari, Dagomari per il cantiere che ancora ingombra l'area.
Nella notte di giovedì 5 marzo la tempesta di vento abbattutasi su Prato ha letteralmente scoperchiato il tetto del Dagomari, scaraventando anche nell'area circostante una parte degli elementi del tetto e aperto un largo squarcio in quello della palestra del Datini. Alla palestra del Gramsci-Kynes è stata invece strappata parte della copertura più esterna, ma la sottostante, anche se fragile, è rimasta al suo posto. Nell'area ci sono state numerose piante abbattute dal vento e danni alle antenne e ai giardini.
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