Il Tirreno

Prato

«Controlli serrati sui capitali cinesi»

di Cristina Orsini

Regionali, Borghi, candidato presidente della Lega Nord, arriva a Prato: frontiere chiuse e via dall’euro. Il 23 tocca a Salvini

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Claudio Borghi, classe 1970, milanese, economista, docente alla Cattolica di Milano, unico legame con Prato: «Mia moglie Giorgia che ha fatto il Cicognini», non fa il pieno al Cristall ma "scalda" quella trentina di persone che sono venute, di sabato mattina, ad ascoltare cos'ha da dire la Lega Nord a Prato. Borghi è il candidato presidente della Regione Toscana della camicie verdi, scelto da Matteo Salvini, segretario nazionale, per contrastare la corsa al bis di Enrico Rossi. E di "cose", nella città italiana che ha una delle comunità immigrate più numerosa d 'Italia, nella mezzora di comizio ne vengono fuori. A partire del prossimo appuntamento della campagna elettorale della Lega, in calendario per il 23 marzo, quando Salvini in persona, accompagnato dal candidato toscano, sarà a Prato al mercato «per parlare con la gente - scandisce Borghi - Rossi continuerà a tessere le lodi della Toscana in tv, ad avere i rom come modello (applausi a scena aperta ndr)noi invece pensiamo a come far star meglio le persone che ci abitano. La Toscana era un paradiso ora è senza speranza».

Molte le parole d'ordine: "Dobbiamo svegliarci", "Europa delle tasse", "Renzi simpatico cazzaro", "Rimettiamo i confini al Gran Ducato", altrettanti temi nazionali: dall'Euro, ai flussi immigratori con un nemico ben individuato: il Partito democratico, colosso in Toscana e un obiettivo da strappare: attrarre - a Prato e fuori - i voti di tutto il centrodestra proprio mentre a Firenze il partito di Salvini punta a trovare un unità a destra, molto difficile, sul nome di Borghi. «La Lega - dice il candidato - in Toscana è attrezzata a correre da sola: certo non facciamo patti col Nuovo centro destra che è entrato in coalizione con Renzi e di sicuro - continua - non appoggeremo il candidato di Verdini, l'uomo del patto del Nazzareno. Noi - afferma - andiamo per la nostra strada, con la disponibilità a prendere tutti ma con la determinazione a fare zero compromessi».

Dove conduce la strada di Salvini-Borghi? Fuori dall'Euro prima di tutto (300.000 le visualizzazione di Youtube del video di Borghi su "Come di uscire dall'euro") e con politiche "dure" sull' immigrazione. Ed è quei che Prato entra in scena, anzi entra in scena la "nonnina" di 84 anni di Chiesanuova che minacciata con un coltello da un rapinatore forse nordafricano ha trovato il coraggio di dire: "Ammazzami ma i soldi non te li do". «"Ecco - dice Borghi - dobbiamo fare come lei». E dunque frontiere chiuse contro i nuovi flussi di immigrati: «Arrivano coi barconi? - scandisce - e noi li riaccompagnamo da dove sono venuti: una, due tre volte, vedi che alla fine la smettono»; «Perché tornare al governo?- afferma - Anche per ripristinare il reato di clandestinità» e in attesa «fare politiche che tutelino i diritti e i servizi per gli italiani che continuano a pagare anche per gli stranieri clandestini. Un esempio lampante - dice - è nella sanità».

A Prato dedica un capitolo a parte, quello sui cinesi: «Qui a Prato è successo questo: che si è importati lavoratori dall'estero lasciando disoccupati i pratesi - attacca - Visto che agli italiani si controllano anche le 500 euro quando vanno a fare acquisti, bè è quello che bisogna fare sui cinesi: mettere sotto un controllo serrato i loro capitali. Facciamo usare a loro - conclude - la valuta elettronica per capire da dove vengono i soldi che usano e finalmente lasciamo in pace gli italiani».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa