Sicurezza
Vivere in mezzo allo smog Ecco il piano del Comune
La rabbia dei residenti pende dalle finestre nelle vie S. Silvestro e S. Margherita Un progetto in più fasi che partirà da una redistribuzione dei flussi di auto
PRATO. «Ci siamo rotti i polmoni. No smog». «"Non voglio vivere in una città assediata dallo smog». Sono solo alcune delle scritte che campeggiano sui lenzuoli appesi alle finestre di via San Silvestro, l’antica strada che unisce piazza Mercatale a piazza San Marco. Un assedio quotidiano di serpenti di auto, camion, bus e motorini che non si ferma mai. Durante il giorno, con code negli orari di punta ma anche la sera, fino a notte inoltrata, soprattutto il venerdì e sabato, quando piazza Mercatale si riempie di avventori dei locali e piazza San Marco diventa un grande parcheggio. In via San Silvestro come in via Santa Margherita, due strade del centro accomunate dal passaggio continuo di traffico, la protesta dei residenti è permanente, uno status di rassegnazione che esplode in rabbia solo in certi momenti e che è entrato a fare parte del vivere quotidiano. I casi delle vie San Sivestro e Santa Margherita sono soltanto due tra i più eclatanti e vistosi, ma la congestione da traffico, con tutti i problemi che ne conseguono non solo per l’inquinamento, interessa moltissime zone cittadine e periferiche.
Che fare? Parlare di traffico oggi non va più di moda come qualche anno fa, un po' perché la città ha maturato altre emergenze che vengono avvertite come più pressanti, lavoro e sicurezza in testa. E poi perché il muoversi in auto sempre e comunque per gli spostamenti fa parte di una mentalità dura a morire, che si trascina ormai da generazioni e viene ereditata di padre in figlio. Tanto che Prato, nonostante la crisi degli ultimi anni, continua a figurare ai primi posti della classifica dei mezzi immatricolati, con un'automobile per abitante.
Negli ultimi trent'anni le varie amministrazioni le hanno provate di tutte, con scarsi risultati. Dalle Lam ad alta frequenza alle rotatorie al posto dei semafori. Il tram che non è mai decollato. Le bici a noleggio naufragate fra furti e indifferenza. Car poling e car sharing? Solo belle parole. I cambiamenti dei sensi di marcia e spostamenti di flussi non hanno fatto altro che trasferire il problema da una strada all'altra.
Il piano del Comune a due velocità. La ricetta dell'amministrazione guidata dal sindaco Matteo Biffoni ha una doppia fase di realizzazione, una a breve termine, l'altra più importante, a lunga gittata. «La prima sfida che ci troviamo ad affrontare - dice l'assessore all'ambente Filippo Alessi - è quella di dare una risposta a breve ai casi di impatto immediato come quelli di via S. Silvestro e via Santa Margherita ma anche Borgo Valsugana o via Pomeria. Non è più possibile pensare di realizzare grandi infrastrutture, mega-progetti costosi come interramenti o tangenziali per le quali non esiste neppure lo spazio fisico. La soluzione è quella di lavorare per distribuire e spalmare il traffico in modo diffuso, cercando di evitare di creare altri imbuti. Insieme agli uffici stiamo lavorando con una serie di simulazioni per arrivare ad una soluzione ottimale».
Piano urbano di mobilità sostenibile. L'altro progetto, che richiede tempi nell'ordine di un'intera legislatura, è quella che prevede una serie di azioni improntate ad un vero cambio di mentalità. «Bisogna lavorare sulle persone - spiega Alessi - indurle ad utilizzare più mezzi e mezzi diversi dall'automobile privata. Per esempio valorizzando in modo diverso i parcheggi che si trovano a ridosso del centro, renderli più belli, sicuri ed economici. Occorre incentivare l'uso della bici e del trasporto pubblico con forme convincenti. Ed anche lavorare sull'informazione. Il comune con un suo progetto ha vinto il bando sull'infomobilità, che prevede una serie di cartelli diffusi nella città che non si limitano a riportare il numero di posti vuoti nei parcheggi, ma consigliano anche quale strada prendere o non prendere. Prato ha tanti posti-auto, molti di più rispetto ad altre città, si tratta di renderli fruibili ed evitare che la gente continui a voler parcheggiare in piazza San Francesco. I parcheggi vanno aumentati solo in alcune frazioni».
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