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Stefano Simmaco è davvero "Forte Forte Forte"

Stefano Simmaco, Raffaella Carrà e Pasquale Dinuzzo
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Stefano Simmaco, Raffaella Carrà e Pasquale Dinuzzo

Prato, l'artista pratese ha vinto la gara del programma televisivo condotto da Raffaella Carrà su Raiuno. Ora avrà un contratto di un anno con la Rai. Ecco come nel 1997 il Tirreno raccontava le gesta dell'enfant prodige

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PRATO. Il giovane artista pratese Stefano Simmaco è il vincitore della gara televisiva di "Forte Forte Forte", il programma del venerdì sera di Raiuno condotto da Raffaella Carrà. Simmaco ha primeggiato al televoto finale (con il 62% dei consensi) su Pasquale Dinuzzo, l’ex concorrente di Amici.

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Stefano vince un anno di contratto con la Rai. La puntata ha visto sul palco per l'ultima sfida, oltre a lui anche Pasquale Di Nuzzo, Marco Martinelli e Manuela Zero. I 4 finalisti si sono affrontati senza esclusione di colpi per conquistare il titolo e aggiudicarsi il contratto. Ospiti d'eccezione Patty Pravo, Annalisa, Nino Frassica, e i deejay Claudio Cecchetto e Fargetta, che sono intervenuti nella fase di gara dedicata alla disco-music.  

Nato a Prato nel 1986, Stefano Simmaco ha iniziato a calcare il palcoscenico giovanissimo, a 12 anni al fianco di Massimo Ranieri e ha lavorato nei teatri più importanti d’Italia. Ha inoltre vinto l’edizione del 1998 di Bravo Bravissimo imitando Michael Jackson ed è stato primo ballerino nelle trasmissioni Torno Subito e Siamo tutti invitati.

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Così nel 1997 scriveva sulle pagine del Tirreno Cristiano Meoni di Stefano Simmaco, enfant prodige. "Stefano, a quattro anni, saltellava ascoltando Michael Jackson. A cinque si tuffò nel mezzo di una festa danzante, al circolo Cherubini di Grignano, e iniziò ad agitarsi, muoversi. Un istruttore di ballo lo notò. «Quel bambino ha talento».

Dopo avergli insegnato le regole fondamentali lo buttarono in pista e quindici giorni dopo il ragazzino li ripagò vincendo il campionato toscano. Sabato Stefano Simmaco, undici anni, ha vinto il campionato europeo di danza
moderna categoria hip-hop, la danza dei negri delle metropoli americane, a Portorose in Slovenia. Un successo tutto costruito in famiglia. La mamma gli cuce i costumi che indossa nelle gare di ballo e il padre, che durante la settimana fa il camionista, il sabato e la domenica prende la macchina e lo porta in giro per l'Italia.

Stefano Simmaco, trentadue chili che sprizzano simpatia, è un bambino troppo bello e bravo per essere tenuto in casa. Va mostrato. E infatti ha sfilato per la Conpibel, in una di quelle manifestazioni dove i bambini, al termine del defilè, vestiti come signorini, si radunano in mezzo alla pedana alzando le mani e applaudendo. Ma la sua passione è il ballo.

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«Non sta fermo in minuto, è un terremoto - dice di lui la mamma - anche prima delle gare si agita. Ha la musica nel sangue». La mamma coccola il suo capolavoro con una premura e un amore sconosciuto.
La scorsa settimana lo ha accompagnato in Slovenia, ai campionati europei, assieme a un'amica di famiglia che aveva portato con sè la telecamera (perchè in ogni trasferta telecamera e macchina fotografica non mancano mai). Ebbene, in Slovenia, Stefano Simmaco ha strabiliato. Primo nella categoria hip-hop, terzo nella «history», che si ispira ai balletti di Michael Jackson. Due trofei che finiscono nella già straripante bacheca di famiglia.
«Le coppe non c'entrano più - indica il padre - le abbiamo messe in camera di Stefano, in camera del fratello
Simone, ma non c'è più posto».

Di questo passo, servirà una stanza apposta. Anche la videoteca è stracolma. Non c'è esibizione, non c'è «step» del piccolo Michael Jacksons che non sia stato immortalato, ripreso. La mamma ci offre alcune immagini: Stefano è abbigliato come l'idolo Jackson, scattante e spigliato. «Non mi emoziono mai» dice il bambino, ma l'amica di famiglia - sul podio di Portorose - gli ha visto tremare le gambe. «Non è vero - lo corregge infatti - sì che ti emozioni...».

L'ARCHIVIO DEL TIRRENO

1999: A 12 anni vince i campionati regionali di ballo

2001: Un tip tap in prima serata

E l'inno di Mameli, che effetto fa? «Si, è stato bello - risponde per lui il babbo - ma non c'era un podio e neppure c'è stato l'alzabandiera. Per mio figlio avrei voluto una premiazione come si deve».

E ora? «Continuerò a ballare» risponde il bambino, che da grande non vorrebbe fare il pompiere o il calciatore ma «aprire una scuola di ballo». Un traguardo è raggiunto e già se ne intravede un altro: a ottobre si svolgono i campionati italiani, «ma Stefano li vincerà a occhi chiusi - dice sicuro il padre- E' come quando la Juventus è in schedina. Si gioca su dodici partite, perchè la Juve vince sempre».
L'anno prossimo, infine, il campionato mondiale. Stefano un pensierino ce l'ha fatto già. Anche i genitori".

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