La manifestazione
Il 2014 è stato l’anno meno inquinato
Polveri, le due centraline dell’Arpat si sono tenute sotto il tetto consentito di giorni di sforamento
PRATO. Con 30 giorni di sforamenti rispetto al tetto massimo di 35 prescritto dalla normativa nela centralina di via Roma e 28 giorni in quella di via Ferrucci, il 2014 è stato l’anno “meno inquinato” a Prato degli ultimi quattro. Almeno per le famigerate Pm10, le polveri fini che sono considerate il parametro più significativo per misurare lo smog da traffico e da riscaldamento urbano. Nel 2014, dati dell’Arpat non ancora ufficializzati tanto che l’ultimo annuario pubblicato si ferma al 2013, è andato meglio dell’anno precedente, ma soprattutto del 2012 e del 2011, quando il tetto di 35 microgrammi per metro cubo di polveri è stato superato in entrambe le centraline dell’Agenzia regionale per l’ambiente. Non sono tutte rose e fiori, sia perché le Pm10 non sono l’unico “termometro” dell’inquinamento dell’aria, sia perché i danni ambientali del traffico non si fermano a quelli prodotti alla salute dei nostri polmoni.
Perché l’aria è migliorata. Da cosa dipende questo miglioramento? La crisi c’entra poco, in quanto le auto non hanno mai smesso di girare ed anche il miglioramento delle emissioni per l’utilizzo di carburanti via via meno inquinanti incide fino a un certo punto. Luciano Giovannelli, dirigente dell’Arpat imputa queste differenze da un anno all’altro a fattori climatici. «Dipende molto da quello - dice - a dicembre 2014 abbiamo avuto molti giorni critici, poi però la situazione è rientrata nei ranghi». Il vento aiuta, almeno sul fronte inquinamento, la pioggia anche ma i lunghi periodi di alta pressione, con sole e calma di vento, peggiorano la situazione.
Perché solo due centraline. A partire dal 2011, quando la materia del monitoraggio ambientale è passata interamente in mano alla Regione recependo le normative europee, le centraline a Prato si sono ridotte a due, in via Roma e in via Ferrucci. Ce ne sono 32 in tutta la Regione. «Con l’accentramento regionale e la divisione in zone omognee (Prato fa parte di quella che comprende anche Pistoia) c’è stata una razionalizzazione dovuta ai costi altissimi delle centraline, accompagnata però anche da un miglioramento della qualità del monitoraggio. Prima ogni comune voleva mettere la sua centralina, ma i dati erano spesso disomogenei e da invalidare. Ora i criteri sono uguali a quelli europei». (f.a.)
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