Il Tirreno

Prato

A 5 anni dal concordato debiti ancora da pagare

Ilenia Reali
A 5 anni dal concordato debiti ancora da pagare

I dipendenti del lanificio Fedora non hanno ancora riscosso quanto dovuto Gli immobili a garanzia non si vendono e nelle casse non entra più niente

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Sono trascorsi cinque anni dal giorno in cui il concordato del lanificio Fedora e delle aziende del gruppo fu approvato. Ma ancora i creditori non hanno visto un euro. Non li hanno visti i creditori chirografari nè i dipendenti che ancora devono riscuotere quanto dovuto. A loro è stato pagato il Tfr ma perché anticipato dall’Inps.

E non sembra ci siano novità all’orizzonte. Nelle casse del concordato non c’è un euro e per il momento gli immobili a garanzia non sono stati venduti. Una situazione di immobilità poco comprensibile. Specialmente a chi, ormai da anni, senza lavoro non ha neppure avuto quanto dovuto.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.11023183:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/03/11/news/rifinizione-fintes-nuovi-sviluppi-sulla-procedura-1.11023183]]

E’ evidente che il concordato non sta in piedi. E se per la rifinizione del gruppo, la Fintes, si è arrivati al fallimento, perFedora siamo in un vicolo cieco. Fallire infatti significa rinunciare ai beni dell’immobiliare dati a garanzia del concordato (e non del fallimento).

«Tra saldo ferie e preavviso - commenta Giorgio Guarda, ex dipendente Fedora - devo ancora avere 13.000 euro. Non sono certo poca cosa per chi ha perso il lavoro 5 anni fa». Una situazione che si fa più critica se si va a guardare cosa sta accadendo ad Andrea Pellegrini, dispositore del gruppo. «Dovrei andare in pensione ad aprile - spiega - ma siccome oltre a non aver avuto il pagamento delle ultime spettanze e dei mesi del preavviso, non sono stati pagati i contributi non posso andare in pensione ma devo aspettare agosto. Almeno che non sia l’Inps ad anticiparli. Ho scritto al commissario concordatario ma mi ha detto che non può decidere lui di pagare i contributi perché non ci sono i soldi sufficienti. Io ho parlato anche con Piero Nardi, che è il liquidatore, ma anche lui mi ha detto che non c’è niente da fare».

Le risorse necessarie per chiudere il concordato dovrebbero arrivare dalla vendita degli immobili di proprietà dell’immobiliare della famiglia Nardi ma l’imprenditore, che è delegato a vendere, per ora sembra non riuscire a farlo. «Sono cinque anni che non accade niente», spiega Luca Biagini, ex responsabile del reparto delle pezze grezze. «Per quel che mi riguarda devo riscuotere anch’io preavviso, gratifica natalizia e ferie maturate: saranno 5-6mila euro di cui non c’è traccia. Tra l’altro ho mandato curricula ovunque e non sono riuscito a trovare niente. Voglio aggiungere che non mi sono neppure mai arrivate comunicazioni sulla situazione come se si sperasse di stancarci. Disoccupati e bastonati».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa