Il dolore
La presunta "bulla" si difende: "Non volevo offendere"
Parla la studentessa diciannovenne dell'Istituto d'arte di Montemurlo accusata di aver messo in rete tre video ritenuti offensivi dai familiari della sua compagna di classe disabile: "Ho sbagliato a condividerli, ma non avevo intenzione di prenderla in giro"
PRATO. Angelo o demone? Forse nessuno dei due. Di certo la diciannovenne accusata di aver fatto la "bulla" con la sua compagna disabile all’Istituto d’arte di Montemurlo per aver girato tre video ritenuti offensivi dai familiari dell'altra, e la cui abitazione è stata perquisita dai carabinieri, non si riconosce nella foto che le hanno scattato gli inquirenti. Contattata dal Tirreno, ha voglia di raccontare la sua versione, che è molto diversa da quella ipotizzata dai primi accertamenti. «Non avevo nessuna intenzione di prendere in giro la mia compagna - premette - Ho un cugino disabile, so che cosa significa».
E allora, tutto un equivoco?
«Non lo so. Certamente ho sbagliato a mettere quei video su Instagram, ma ora sono contenta che ci siano, così potremo riguardarli e spero si renderanno conto che non volevano essere offensivi».
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Ma esattamente in quei video che cosa c’è?
«Sono tre. Nel primo siamo davanti alla scuola e giochiamo a “Strega comanda colore”; il secondo è stato fatto durante la ricreazione e mi pare che qualcuno dica alla mia compagna “ma te li sei lavati i capelli?”; nel terzo lei sta ballando, si gira e inciampa nella gamba di un ragazzo, fa un passo storto, tutto qui».
Forse i familiari di lei li hanno trovati offensivi. Era il caso di metterli in rete?
«Ora penso di no, per questo vorrei chiedere scusa, ma ripeto che l’intenzione non era quella di offendere». A chiedere scusa la diciannovenne ci ha già provato martedì dopo essere uscita dalla caserma dei carabinieri. E’ andata davanti alla casa della sua compagna di classe per parlare con la madre, che però non c’era. C’era la ventenne, che lei dice l’ha accolta come sempre, senza ostilità. Su consiglio dei genitori c’è poi tornata all’ora di cena, ma la madre della ragazza disabile ha preferito non parlarle. Al momento le posizioni sono distanti, ma col tempo forse potrà prevalere il dialogo. Intanto la presunta bulla ha un nuovo appuntamento oggi, 12 marzo, coi carabinieri e sicuramente di quanto è successo si parlerà anche in classe.
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