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Fintes, nuovi sviluppi sulla procedura: la rifinizione fallisce
L'azienda del gruppo tessile Fedora è fallita dopo sei anni dall'approvazione del concordato. Non c'erano le somme necessarie affinché la procedura andasse a buon fine
PRATO. La rifinizione Fintes del gruppo tessile Fedora è fallita. L’istanza di fallimento è stata pubblicata dal Tribunale di Prato e alla base c’è l’impossibilità a reperire le somme necessarie affinché il concordato, approvato sei anni fa, potesse andare a buon fine. A chiedere la risoluzione del concordato per cessione di beni è stata la banca Monte dei Paschi.
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«Non c’erano le condizioni affinché il concordato potesse essere eseguito», ha spiegato il curatore Adolfo Barbieri e quindi dopo che già alcuni mesi fa la richiesta di un creditore era stata respinta è stato deciso di accettare quella arrivata successivamente dell’istituto di credito.
All’origine dell’impossibilità di portare a fine il concordato c’erano le previsioni che non ci fossero neppure i soldi per pagare tutti i creditori privilegiati. «Tra le motivazioni per la mancanza delle risorse utili a rispettare il concordato - è Barbieri, ora curatore fallimentare, a parlare - c’è il minor valore dovuto alla cessione dei beni, la mancata vendita di un immobile in leasing e la riscossione del credito, una componente rilevante, de crediti non riscossi dalla capofila Fedora».
Lanificio Fedora, sempre di proprietà dell'imprenditore Piero Nardi, che allo stato attuale è ancora in concordato ma con garanzia. Anche in questo caso i termini sono ampiamente scaduti ed è stata chiesta la risoluzione del concordato da un creditore.
Per la Fintes i dipendenti sono stati pagati, non per Fedora.
Piero Nardi: "Non metterei più i nostri immobili come garanzia"
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