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Prato

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Il Comune toglie l'affitto al Museo

Il Museo del Tessuto e al centro l'assessore Simone Mangani
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Il Museo del Tessuto e al centro l'assessore Simone Mangani

L'assessore alla Cultura Simone Mangani annuncia la nascita di una convenzione che sarà pronta in maggio. A fronte del rispamio, le capacità progettuali e di funzioni del personale saranno messe in sinergia per aiutare altri enti in difficoltà

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PRATO. L'assessore alla Cultura Simone Mangani una via per garantire un po' di respiro al Museo del tessuto l'ha trovata: «Stiamo pensando - spiega - a una convenzione attraverso la quale l'edificio del Museo del Tessuto verrà ceduto gratuitamente alla Fondazione così da consentire un risparmio di 75.000 euro l'anno». Non molto, ma qualcosa di sicuro.

A fronte di u n taglio nelle spese di affitto di 75.000 qualcosa il Museo dovrà dare. «Utilizzeremo meglio - prosegue Mangani - le capacità progettuali del personale del Museo che è già esperto, per esempio, nell'individuazione delle linee di finanziamento europee. L’idea è quella di applicare le professionalità che ci sono nell'aiuto di altre istituzioni culturali che hanno necessità simili a quelle del Museo». Una potrebbe essere l'istituto Datini, con Archivio di Stato, Pia Fondazione dei Ceppi e l’Istituto di studi storici postali «anche loro in grave difficoltà - afferma Mangani - anche sul fronte del personale».

La convenzione che verrà studiata tra i soci della Fondazione (Comune, Provincia, Uip e Camera di Commercio ) potrebbe essere messa a punto entro maggio «e potrebbe rappresentare - aggiunge l'assessore - la fase terminale del mandato del presidente Cavicchi e l'eredità che lascerà al suo successore». Successore già individuato tra una rosa di nomi - l'ambito è quello degli imprenditori - senza che però ci sia ancora stata la decisione definitiva.

La politica del risparmio, di lavoro in sinergia, di strategie in grado di creare benefici economici alle strutture culturali, non riguarderà solo il Museo del tessuto. «Perché una cosa è certa - afferma Mangani - bisogna evitare di trovarsi tra pochi anni ancora con le istituzioni culturali di Prato in così forte sofferenza». E dunque, siccome è il Comune, dove è socio, finanzia il 50% la cultura cittadina (il 20 è della Regione), servono economia di scala. Mangani ha messo attorno a un tavolo tutti, Pecci, Metastasio, Camerata, Verdi, Pretorio in cerca di collaborazioni su progetti ma anche su funzioni strumentali. «Ovvero - conclude - quelle attività che svolte da un ente possono tornare utili anche ad altri». (c.o.)

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