Attenzione
I militari tornano più armati di prima
Da sabato trenta paracadutisti del “Nembo” di Pistoia vigileranno sugli obiettivi a rischio di attacco terroristico
PRATO. Sono passati poco più di due mesi dall’addio ai militari, che in realtà è stato un arrivederci, perché prima della fine della settimana le divise mimetiche torneranno in città. Non più per garantire l’ordine pubblico o contrastare la criminalità, ma in funzione di anti-terrorismo. La minaccia, vera o presunta, dello Stato islamico alle porte ha convinto il governo ha dislocare migliaia di militari in trenta città italiane e nell’elenco è stata inserita anche Prato.
Lo ha confermato ieri la Prefettura, dopo le anticipazioni del mese scorso con un comunicato che spiega: «È stato prorogato il piano di impiego di un contingente militare appartenente alle forze armate per i servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili della città di Prato, con decreto a firma congiunta del ministro dell’Interno e della Difesa, per straordinarie esigenze di prevenzione e contrasto al terrorismo, analogamente a quanto avvenuto per altre 30 città, tra cui in Toscana Firenze, Lucca e Livorno. In particolare, per la provincia di Prato, è stato stabilito l’impiego di 30 unità, quattro in più rispetto al precedente dispositivo; l’arrivo dei militari è atteso per il prossimo sabato 14 marzo e la durata dell’utilizzo è fissata, al momento, fino al 30 giugno 2015».
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha definito le modalità di impiego del personale militare messo a disposizione, destinandolo al controllo di alcuni obiettivi sensibili; le sei pattuglie giornaliere verranno impiegate nell’arco delle 24 ore per il controllo delle stazioni ferroviarie di Prato e dei principali luoghi di culto ed opereranno con mezzo mobile dell’esercito, radiocollegato con le forze di polizia, lungo percorsi prestabiliti».
Alla riunione in Prefettura era presente anche Sergio Cardea, il comandante del 183° reggimento paracadutisti Nembo di Pistoia. Saranno i militari pistoiesi a vigilare sugli obiettivi sensibili pratesi.
Ma l’aspetto dei paracadutisti sarà molto diverso da quello a cui ci avevano abituato. Non più le ronde a piedi insieme a poliziotti e carabinieri: gireranno da soli con un mezzo dell’esercito e soprattutto saranno dotati di armi automatiche a canna lunga, fucili mitragliatori e giubbotti antiproiettile, come i militari che siamo abituati a vedere davanti alle sinagoghe o alle ambasciate americane. Non staranno fermi davanti alla stazione o a una chiesa e potranno fermare i passanti sospetti per chiedere documenti. In caso di emergenza chiameranno polizia o carabinieri di rinforzo.
«Mi rendo conto che avranno un aspetto diverso rispetto a prima - commenta il sindaco Matteo Biffoni - ma questo cercheramo di spiegarlo. Del resto ce li mandano e noi li prendiamo».
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
